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lunedì 4 novembre 2019

Ant-Man 3? Michael Douglas rivela quando inizieranno le riprese

E' ufficiale, Ant-Man 3 si farà.

Il via libera dei Marvel Studios è arrivato qualche giorno fa insieme alla conferma che Payton Reed, già regista dei primi due, tornerà anche per il terzo capitolo.

A dare un'ulteriore conferma ci ha pensato Michael Douglas, che nel film interpreta Hank Pym. Intervistato da Collider durante la promozione della seconda stagione della serie The Kominsky Method, l'attore ha confermato il suo ritorno e rivelato l'inizio delle riprese.

"Il mondo Marvel è stato davvero uno spettacolo. Adoro i film e mi sto divertendo tanto. Cominceremo il terzo [Ant-Man] all'inizio di gennaio 2021".

Anche senza conferme ufficiali, possiamo affermare che Paul Rudd tornerà ad interpretare, per la quinta volta, il personaggio di Scott Lang, cioè Ant-Man, così come sembra scontata la presenza di Evangeline Lilly nel ruolo di Hope van Dyne / The Wasp.

Con l'inizio delle riprese nei primi mesi del 2021, è presumibile un'uscita per il 2022, in piena Fase 5 della Marvel.

martedì 21 agosto 2018

Ant-Man and the Wasp - la recensione

A pochi mesi dallo shock di Avengers: Infinity War, è uscito nelle sale mondiali il ventesimo cinecomic della Marvel, Ant-Man and the Wasp.

Scott Lang (Paul Rudd) è ancora alle prese con le conseguenze delle sue scelte (la battaglia di Berlino), scelte che hanno avuto delle serie ripercussioni anche su Hope (Evangeline Lilly) e Hank Pym (Michael Douglas). Nonostante la grande freddezza calata tra le due parti, Hope e Hank hanno bisogno dell'aiuto di Scott per riuscire in una grande impresa: riportare indietro dal mondo subatomico Janet van Dyne, moglie di Hank e madre di Hope.
Hank, Hope e Scott però non sono gli unici ad essere interessati al potere del mondo subatomico, sulle loro tracce c'è un misterioso personaggio chiamato Ghost, capace di smaterializzarsi e ricomporsi. Ma il "fantasma" non è l'unico a volere la particolare attrezzatura di Hank Pym.

Dopo un capitolo ad alto contenuto drammatico come Infinity War, la leggerezza e la comicità di Ant-Man and the Wasp sono una boccata di aria fresca. Il film è volutamente spogliato della serietà, a volte anche eccessiva, che caratterizza molti alcuni altri film della MCU (basti pensare a Black Panther), e punta tutto su intrattenimento e spettacolarità. Il regista Payton Reed si affida soprattutto all'estro e alle capacità comiche di Paul Rudd, ben spalleggiato dai sui partner, in particolare Evangeline Lilly, Michael Douglas e Michael Pena. Il divertimento, la spettacolarità e il puro intrattenimento del film sono talmente ben riusciti da far dimenticare l'assenza di un vero cattivo,. Infatti né Ghost, né il personaggio di Walton Goggins, riescono a prendersi davvero il ruolo del villain, ma mentre l'assenza di peso del personaggio di Goggins è dovuta a un difetto di sceneggiatura, quella del "Fantasma" è dovuta alla sua evoluzione all'interno della storia. Quello di Ghost è un bel personaggio e Hannah John-Kamen riesce a trasmettere bene tutta la sua vulnerabilità.

Come dichiarato già nel titolo, il film introduce un nuovo supereroe nella famiglia, si tratta di The Wasp. Non è una sorpresa, che sarebbe stata presente nel sequel era stato chiaro fin dalla scena post-credit del primo film, il regista è stato comunque bravo ad inserirla in modo naturale, senza imporla o forzarne la presenza, e a metterla sullo stesso piano di Ant-man. I due personaggi ovviamente si equilibrano, tanto farsesco e "buffone" Scott Lang, tanto seria e concentrata Hope, ma The Wasp si prende il suo spazio senza dover sgomitare, e Evangeline Lilly che picchia duro fa la sua bella figura.
Perfettamente a suo agio Michael Douglas, sempre più in parte e capace di calibrare molto bene serietà e ironia. Bene anche Laurence Fishburne, Michael Pena, David DastmalchianTip "T.I." Harris. Un piacere ritrovare Michelle Pfeiffer in un film di questa portate, anche se solo per una piccola parte.

Ant-Man and the Wasp è un film molto piacevole, due ore di puro intrattenimento per un film molto diverso dagli altri cinecomic, e questo è un bene.

La storia di questo nuovo capitolo della lunga saga cinematografica Marvel si colloca dopo i fatti di Civil War e contemporaneamente a quelli drammatici di Infinity War. Alla fine del film ci sono due scene post credit, con quella di mezzo davvero molto interessante a fare da collegamento diretto al prossimo Avengers. E dopo quella breve scena l'ansia cresce a dismisura.

venerdì 4 settembre 2015

Ant Man - la recensione

Scott Lang di definisce un "topo d'appartamento" più che un rapinatore. Uscito di prigione e desideroso di rientrare nella vita della sua figlioletta, viene contattato dal dottor Hank Pym, geniale scenziato che cinquant'anni prima aveva inventato una tuta capace di rimpicciolire le persone. Questo l'incipit che porterà il ladro Scott a diventare uno dei simboli degli Avengers cartacei e nuova entrata per quanto riguarda l'Universo Cinematograficco Marvel.



Per quanto un supereroe minuscolo in grado di comandare eserciti di formiche possa avere il suo fascino tra le pagine dei fumetti, non era facile trasporre Ant Man su grande schermo.
Il regista Peyton Reed non aveva molta esperienza in merito a grandi blockbuster, venendo per lo più dal mondo della commedia (anche ottima, come nel caso di Down with Love - Abbasso l'amore), eppure si rivela una scelta azzeccata, donando al film quella giusta dose di humor che è diventato marchio distintivo dei film Marvel e che aiuta a metabolizzare il fatto di star vedendo sostanzialmente un supereroe non proprio convenzionale.
Ottima scelta il protagonista Paul Rudd, a suo agio nella parte, ma soprattutto la presenza di Michael Douglas, stupendo Hank Pym, primo indimenticabile Ant Man e mentore di Scott.
Era un po' di tempo che la Marvel non ci regalava una storia di origini, ma arrivata alla fase 3 ecco che cala un'altra carta vincente con un film che è semplice, divertente, ricco d'azione, ottimo anche per se stesso, ma contemporaneamente continua l'immersione totale in un universo immenso a 360 gradi.
Non resta che fare i complimenti al film e al progetto tutto che sembra diventato inarrestabile, non solo sul piano della quantità ma anche della qualità.

venerdì 13 dicembre 2013

Lo Hobbit: la desolazione di Smaug - la recensione



Ci eravamo lasciati un anno fa con gli occhi puntati sulla Montagna Solitaria, mentre un piccolo tordo picchiava sulle mura di Erebor e risvegliava il potente drago Smaug. Ci ritroviamo in una locanda buia ma accogliente di nostra conoscenza, nel bel mezzo di quello che è "un incontro casuale" tra Galdalf e Thorin, incontro che metterà in moto gli eventi de Lo Hobbit e non solo.


Dopo un prologo che avrà certamente fatto felici i lettori, veniamo catapultati nuovamente nella storia e se Un Viaggio Inaspettato era a tratti lento, introduttivo per forza di cose, questo La Desolazione di Smaug parte subito con il piede sull'acceleratore, sacrificando come già accaduto per Tom Bombadill, uno dei personaggi più misteriosi e affascinanti del mondo tolkeniano (probabilmente nella versione estesa avremo più scene con Beorn che è, comunque, splendido) per arrivare subito nel vivo della storia e quindi a Bosco Atro.

Grandissimo lavoro tecnico effettuato sulla Foresta e vi posso assicurare che l'HFR 3D è una vera goduria (nel bosco e soprattutto nelle scene a Dol Guldur, cupe e nitidissime, e nella fuga nei barili, girata magistralmente da Andy Serkis), ma davvero grande lavoro in tutti i sensi svolto sugli Elfi Silvani.
Thranduil non è un Re saggio come Elrond, non è etereo come Galadriel, è orgoglioso, sprezzante, chiuso in se stesso e concentrato unicamente sul suo regno, su una sete incontentabile di ricchezze. Le scene tra lui e Thorin sono molto significative nell'evidenziare i punti in comune tra i due personaggi ed entrambi gli attori fanno un ottimo lavoro.

In generale tutti i Silvani sono ben caratterizzati nel loro essere duri, spietati e dediti anche a qualche gozzoviglia di troppo, in particolare sono molto belle le scene che vedono protagonista Legolas (gradito ritorno con un Orlando Bloom nel personaggio come mai si vede altrove) e Tauriel nelle splendide prigioni degli Elfi. Evangeline Lilly ci sta molto bene nei panni dell'elfa ed il suo personaggio non è fuori luogo come si temeva, purtroppo esigenze cinematografiche impongono la figura femminile e comunque si riesce a renderla bene nel contesto. Non proprio felicissime alcune scelte di trama che ruotano attorno al suo personaggio, ma bisognerà aspettarne gli sviluppi per poterle giudicare appieno.
Davvero notevoli le sequenze a Pontelagolungo, meravigliose e sontuose le scenografie, atmosfera decadente, un molto bravo Luke Evans ma soprattutto un geniale Stephen Fry che illumina la scena ad ogni sua apparizione.

Ma veniamo a lui, la vera star del film: Smaug.
Non c'è che dire, il drago è il miglior drago della storia del cinema. Astuto, intelligente, malvagio, dalle movenze ipnotiche, quando entra in scena ricoperto d'oro non ce n'è più per nessuno, è in quel momento che il film prende la piega dell'orgasmo cinematografico. Con lo stesso processo con cui Andy Serkis diede vita a Gollum, l'attore inglese Benedict Bumberbatch regala voce e corpo a Smaug e si riesce quasi a intravederne il volto. Doppiarlo era difficilissimo, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa da Luca Ward, che riesce a dare la giusta profondità e potenza al personaggio.

Il finale apertissimo, con un cliffhanger che vi lascerà con il cuore in gola, è la ciliegina sulla torta di un film che, come successo per Le Due Torri, si discosta dalla pagina scritta aprendosi a tutto ciò che costituisce il vastissimo corpus tolkeniano, donando ampio respiro alla storia e dando lo slancio perfetto verso il gran finale.

mercoledì 13 novembre 2013

Nuove immagini de 'Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug'!

Entertainment Weekly dedica la cover all'elfa Tauriel (Evangeline Lilly), e pubblica 14 immagini (alcune inedite) de 'Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug'.

Il film uscirà in Italia il 12 dicembre, ovviamente anche in 3D a 48fps.