Visualizzazione post con etichetta jennifer aniston. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jennifer aniston. Mostra tutti i post

venerdì 29 agosto 2014

Venezia 71 - giorno 3

In Concorso oggi il primo film italiano, 'Anime Nere', oltre al film americano '99 Homes'. E tante risate con il nuovo film di Peter Bogdanovich, 'She's Funny That Way'.

La crisi immobiliare negli USA secondo il regista Ramin Barhani. '99 Homes' racconta di Dennis, un giovane che viene improvvisamente sfrattato dalla sua casa da un agente immobiliare assetato di potere che lavora per una banca. Dennis, costretto dalla situazione drammatica in cui si trova, accetta di lavorare per lo stesso uomo che gli ha portato via la casa, venendo così a contatto con lo spietato e corrotto mondo dell'industria immobiliare. Quando le sue finanze cominceranno a respirare, Dennis dovrà fare i conti con la sua coscienza e i suoi rimorsi. Nel cast troviamo Andrew Garfield, Michael Shannon e Laura Dern (assente al festival).
Il film è ambientato negli USA ma tratta un tema universale, come ha spiegato il regista durante la conferenza stampa. "E' un argomento che conoscete bene anche in Italia, un argomento globale", ha detto Barhani, "è un tipo di corruzione è diffusa nel mondo, chi fa i crimini va sottobraccio al governo. Abbiamo passato tanto tempo in Florida, insieme ad avvocati che si occupano di frodi, nei motel della classe media, con persone che vivono in case incredibili e gente sul lastrico che abita nelle baracche. Ero confuso dal livello di corruzione, mi scoppiava la testa, per fortuna ho avuto due attori grandissimi come Andrew e Michael che hanno fatto ricerche pure loro per entrare nei rispettivi personaggi". "Mi ha stupito quanto sia vulnerabile la gente e insieme quanto sia disposta a condividere le proprie storie", ha raccontato Andrew Garfield, "perché è ingiusto, irrazionale quanto le è successo. È impossibile fare un film così senza onorare le persone che hanno sperimentato queste vicende sulla propria pelle". "Per prepararmi al ruolo ho passato del tempo con una persona, di cui non farò il nome, che fa un lavoro molto simile a quello del mio personaggio", ha spiegato Michael Shannon, "e ho passato molto tempo nelle case espropriate. Non sapevo niente del mercato immobiliare e anche adesso, dopo il film, non ne capisco molto di più, ma sono sempre stato sospettoso nei confronti di questo mondo. Devo dire che questo film ha confermato le mie idee".

Andrew Garfield si è presentato a Venezia con una folta barba, un assaggio del look che avrà in 'Silence', prossimo film di Martin Scorsese in cui l'attore interpreterà un monaco.

Presentato in Concorso anche 'Anime Nere' di Francesco Munzi, film tratto dall'omonimo romanzo di Gioacchino Criaco. Nel cast anche Barbora Bobulova e Marco Leonardi.

Ambientato in Calabria, il film racconta la storia di tre fratelli legati alla criminalità organizzata, di una faida sull'Aspromonte sotto l'ombra della 'ndrangheta.

Il regista ha cercato di uscire dallo stereotipo del classico film sulle mafie. "C'è sicuramente la lotta tra clan, le due famiglie che si scontrano nel paese di Africo, dove è ambientato il film, ci sono i traffici illeciti", ha detto Munzi, "Un fratello, Luigi, che fa il lavoro sporco, poi Rocco che invece ha un aspetto più rispettabile e fa l'imprenditore coi soldi illegali, e Luciano che continua a fare il pastore in Aspromonte con le capre mantenendo un legame con la sua terra. Ho cercato di mettere in conflitto i familiari asciugando la storia e facendola uscire dai clichè dei film di genere sulla mafia, definendo così l'archetipo di una tragedia".

Fuori Concorso invece è stata presentata la commedia 'She's Funny That Way', che segna il ritorno a Venezia di Peter Bogdanovich. Nel cast del film Owen Wilson, Jennifer Aniston, Imogen Poots, Kathryn HahnRhys Ifans. Purtroppo erano presenti solo Wilson e la Hahn.

Accolto da grandi applausi, il film racconta della ascesa dell giovane escort Isabella (Potts), amante del famoso regista teatrale Arnold (Wilson), arrivato a New York per mettere in scena uno spettacolo a Broadway che vedrò come protagonisti sua moglie, Delta (Hahn), e Seth, un istrionico divo del cinema (Ifans), in realtà innamorato proprio di Delta. La piece teatrale è scritta da Josh (Will Forte), fidanzato con Jane (Aniston), nevrotica psicoanalista che ha in cura proprio Isabella e un giudice (Austin Pendleton), ossessionato dalla giovane prostituta. Una trama un po' alleniana, tra equivoci e battute a vetriolo che ha divertito e convinto durante la proiezione stampa.

"È un’idea che è nata alla fine degli anni ’90, quando abbiamo deciso di utilizzare uno spunto legato a un film che feci nel 1979, Saint Jack, premiato dalla critica proprio qui a Venezia", ha raccontato Bogdanovich in conferenza stampa, "Per il film usammo delle vere escort che volevano fare le attrici, erano molto brave e decidemmo di dare loro degli altri soldi per farle smettere con la prostituzione. Da questo e dal mio amore per Ernst Lubitsch, in particolare per 'Fra le tue braccia', è nato il film. Lo scrivemmo originariamente per John Ritter e dopo la sua morte lo tenemmo in un cassette fino a quando, conoscendo Owen Wilson, abbiamo capito che avevamo il protagonista giusto". Entusiasta del lavoro Owen Wilson, che ha messo a confronto il protagonista di questo film con quello che ha interpretato in 'Midnight in Paris' di Allen. "È stato molto eccitante poter lavorare con Peter e far parte di un suo film, sono stato felice anche solo per il fatto che mi abbia considerato", ha detto Wilson, "Le somiglianze fra il mio personaggio in questo film e lo sceneggiatore di 'Mindnight in Paris' sono legate più che altro al fatto che sono io che ho messo qualcosa di me in entrambi i personaggi. Se devo parlare di prossimità fra i due film penso semmai al clima stabilito sul set dai due registi. Due gentleman, sempre in aiuto agli attori, senza frenesie, sempre in controllo. Non avevi la sensazione, come talvolta succeed in un set, di dover correre per portare a casa la giornata".
"Mi fa piacere vedere che questo film piaccia, mi piace sentire la gente ridere", ha concluso il regista, "Cary Grant una volta mi disse, "Stattene seduto in fondo e rimani a goderti migliaia di persone che ridono. Fa bene al cuore". Il più grande dono per un regista è far ridere il pubblico e il più grande dono per il pubblico è avere un regista che lo faccia ridere". Parole sante.

sabato 14 settembre 2013

Come ti spaccio la famiglia - la recensione

Dopo 'Il cacciatore di Ex' e 'Come ammazzare il capo… e vivere felici', Jason Sudeikis e Jennifer Aniston tornano a recitare insieme nella commedia 'Come ti spaccio la famiglia' ('We're the Millers'), diretta da Rawson Marshall Thurber ('Palle al balzo' e 'Easy Girl').

La storia parla di David (Jason Sudeikis), uno spacciatore, che viene ingenuamente derubato di tutti i soldi guadagnati vendendo droga, così per saldare i suoi debiti (e salvarsi la vita), viene costretto dal capo Brad (Ed Helms) ad andare in Messico per trasportare un 'partita e un po'' di marijuana. David così decide di crearsi una falsa famiglia in modo da non creare sospetti alla polizia messicana, ingaggiando Rose (Jennifer Aniston) una spogliarellista, Casey (Emma Roberts) una senza tetto punk, e Kenny (Will Poulter) uno ragazzo sfigato abbandonato persino dalla madre.
La famiglia quindi inizia questo viaggio a bordo di un enorme camper per festeggiare il weekend del 4 luglio.

Una commedia on the road senza pretese che diverte molto, che s'incentra soprattutto sulla caratterizzazione dei personaggi, e sui dialoghi che li vedono protagonisti. Gag esilaranti si susseguono che, anche se estreme, non calano mai nella volgarità. Questo grazie ad una sceneggiatura ben scritta, che poteva essere anche qualcosa di più, ma è stato preferito non correre il rischio della censura.
Buona la scelta del cast, in particolare i ragazzi, Will Poulter molto divertente, con quelle facce assurde riesce a far ridere anche senza far nulla. Emma Roberts (che presto vedremo in 'American Horror Story: Coven') che nonostante abbia il personaggio più sacrificato, si comporta molto bene, e ha un ottima presenza scenica. Un punto a favore per Jennifer Aniston, in splendida forma, che durante il film ci regala qualche momento niente male.

Di commedie americane ne escono molte ogni anno, ma poche valgono la pena di essere viste, questa è una di quelle, molto divertente, a tratti anche introspettiva, con finale ovviamente lieto, ma dal sapore un po' aspro.