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sabato 30 maggio 2020

Ryan Gosling sarà l'Uomo Lupo!

L'Universo dei Mostri non è morto, anzi rilancia.

Grazie al buon successo del film L'Uomo Invisibile (in Italia non è uscito a causa dell'emergenza sanitaria), l'Universo dei Mostri della Universal ha trovato nuovo slancio, tanto da guardare avanti e programmare il prossimo passo: l'Uomo Lupo.

Variety riporta che sarà Ryan Gosling a indossare i panni (e i peli) del protagonista nel nuovo Wolfman. L'accordo è dato per fatto, anche se il sito specifica che non c'è ancora stata una firma, le parti devono trattare sul contratto, e comunque il prossimo film di Gosling non sarà questo ma Project Hail Mary.

Intanto Universal ha iniziato ad incontrare alcuni registi ma al momento non sembrano esserci dei favoriti, ma potrebbero esserci novità nei prossimi giorni. Per lo script sarebbero già al lavoro Lauren Schuker Blum e Rebecca Angelo (Orange is the New Black).

Secondo alcuni rumor, il film dovrebbe seguire l'esempio de L'Uomo Invisibile e sarebbe quindi ambientato ai giorni nostri, con una vena thriller che potrebbe ricordare il film Nightcrawler, ovviamente con l'aggiunta del sovrannaturale.

Il successo de L'Uomo Invisibile avrebbe quindi convinto la Universal ad abbandonare l'idea di un Universo dei Mostri condiviso, con dei film collegati tra loro in stile Marvel, decidendo invece di puntare su film singoli in cui i registi possono avere più libertà di manovra.

martedì 11 giugno 2019

Godzilla II: King of the Monsters - la recensione

Torna il kaiju più famoso della storia del Cinema, Godzilla, e stavolta insieme a lui ci sono tanti, ma proprio tanti, mostri.

La storia riprende dove l'avevamo lasciata, tra le macerie di San Francisco dopo lo scontro tra Godzilla e il M.U.T.O.. Da quel giorno la dottoressa Emma Russell si è dedicata alla costruzione dell'ORCA, un dispositivo con cui "parlare" ai kaiju. Il progetto Monarch, di cui la dottoressa fa parte, viene però attaccato da eco-terroristi, a caccia di kaiju per diversi motivi, tra cui quello di liberarli tutti, in nome dell'equilibrio naturale messo in pericolo da un morbo molto pericoloso: l'essere umano.
La dottoressa Russell e la figlia Madison vengono rapite e portate in giro per il mondo a risvegliare i kaiju, tra questi anche il "mostro Zero", il potentissimo Gidorah, un gigantesco drago a tre teste. Il risveglio dei kaiju "costringe" Godzilla a tornare in superficie per combattere contro il nuovo alfa. Ad aiutare Godzilla, per quanto piccoli e decisamente impotenti di fronte a un esercito di titani, ci saranno gli uomini, tra cui Mark Russell, ex marito della dottoressa e padre di Madison.

A differenza del film del 2014, Godzilla II non perde tempo e si immerge subito nell'azione, si potrebbe quasi dire che il film è tutto una lunga epica battaglia tra mostri. Se nel precedente i tempi erano molto dilatati, e lo scontro tra Godzilla e il M.U.T.O. era vissuto più che altro dal basso, cioè dal punto di vista dell'uomo a terra, in questo sequel la guerra tra titani è al centro, in una escalation di scontri tra mostri diversi, fino a quello finale. La presenza dell'uomo in questo film fa un passo avanti rispetto, non solo spettatore che subisce ma elemento attivo nella battaglia, e non potrebbe essere altrimenti visto che tutto inizia - come sempre - a causa dell'uomo.
Tra le varie battaglie, in cui i mostri se le danno di santa ragione, c'è spazio anche per l'elemento umano. Il regista Michael Dougherty è stato intelligente nel dosare la spettacolarità degli scontri (che ricopre la maggior parte del film) con una trama che, in modo leggero ma tangibile, inserisce simbolismi e riflessioni esistenziali, senza mai perdere di vista l'azione e l'intrattenimento, ma quel tanto che basta per dare un po' di profondità e una base solida alla storia. Ogni personaggio nel film compie il proprio viaggio, tra sacrificio e redenzione, o le due cose messe insieme.

Il film può contare su due elementi particolarmente solidi: cast e effetti visivi. Ottima la scelta degli attori. Molto bravi e convincenti Kyle Chandler e Vera Farmiga. Bravissimo, ma questa non è certo una novità, Ken Watanabe. Menzione speciale per Millie Bobby Brown, qui al suo primo lungometraggio dopo il successo della serie Stranger Things, e la giovane attrice conferma tutto il suo talento.
Eccezionali gli effetti speciali. Visivamente il film è una gioia per gli occhi, le varie specie di mostri (e ce ne sono tanti!) sono impressionanti, esagerati ma credibili. Belle anche le musiche, imponenti al punto giusto ma mai invasive.
Non è un film perfetto, ovviamente. Il "cattivo" (umano) non è molto approfondito, lasciato solo alle capacità di Charles Dance, e anche le sue ragioni rimangono vaghe. La velocità dell'azione e la voglia di non lasciare nemmeno un momento per rifiatare, costringe i protagonisti a spostarsi in giro per il mondo a una velocità forse poco realistica. Ma dopotutto è un film sui mostri, il realismo vive da altre parti.

Godzilla II: King of the Monsters è azione senza pause, spettacolare intrattenimento. E' un film sui mostri, un genere molto specifico, e forse per apprezzarlo completamente bisogna essere dei fan del genere, ma anche chi non ha particolare familiarità con questo tipo di film potrà divertirsi davanti a questi giganteschi titani e alle loro epiche battaglie, di quelle che si possono vedere solo al Cinema.

domenica 12 marzo 2017

Kong: Skull Island - la recensione

Torna al cinema uno dei mostri più famosi e amati di sempre: King Kong. Film che mette un tassello importantissimo per il futuro del MonsterVerse della Legendary.

E' il 1973, la guerra in Vietnam è ormai agli sgoccioli. Un gruppo di militari, comandati dal tenente colonnello Preston Packard (Samuel L. Jackson), viene scelto per accompagnare alcuni scienziati e un agente del Governo, Bill Randa (John Goodman), su un'isola misteriosa e ancora inesplorata che si trova al centro di un sistema temporalesco costante. Alla spedizione si unisce anche la fotografa Mason Weaver (Brie Larson) e James Conrad (Tom Hiddleston), ex capitano dell'aviazione britannica.
Arrivati sull'Isola del Teschio, i militari buttano cariche sismiche, attirando l'attenzione di una creatura mostruosa, una scimmia enorme e molto arrabbiata: Kong, il padrone dell'isola. L'animale reagisce, distrugge alcuni elicotteri, li fa schiantare dividendo il gruppo. con Packard che la prende sul personale e va in cerca di vendetta.
Tra creature mostruose, pericolosi "Strisciateschi" emersi dal sottosuolo, i superstiti dovranno cercare di attraversare l'Isola per cercare salvezza.

Kong: Skull Island è completamente diverso da tutti i film di King Kong prodotti fino ad oggi. La storia di base è sempre quella, il viaggio nell'Isola dove vive una scimmia enorme (e qui è davvero enorme!), ma il regista Jordan Vogt-Roberts mantiene solo la struttura di base, cambiando invece tutto il resto. Niente più anni '30, ci si sposta nei confusi anni '70, niente più registi megalomani ma spedizioni scientifiche e militari, niente più Ann Darrow che fa innamorare Kong, niente indigeni che celebrano riti, quindi è quasi inutile andare a cercare riferimenti con l'originale del 1933 o con quello di Peter Jackson.
Jordan Vogt-Roberts azzarda molto cambiando una storia così mitica ma l'audacia lo premia, il film è divertente, fresco, rumoroso, spettacolare. Nonostante l'alto budget, Vogt-Roberts mantiene in tutto e per tutto la sua anima da regista di b-movie, creando quello che potremmo definire un "b-b-movie", un blockbuster b-movie.
Se si guarda alla sceneggiatura, il film parte e finisce bene, mentre soffre in alcuni punti della parte centrale, e i personaggi umani sono poco approfonditi. Visivamente colpisce, particolare l'uso dei colori e i contrasti, a volte sembra quasi fumettistico, le scene d'azione sono spettacolari e coinvolgenti. Evidente la vena citazionista che percorre tutto il film, soprattutto verso Apocalypse Now, ma ci sono anche echi alla Jurassic Park. Il regista volutamente non si prende troppo sul serio - e questo è un bene! - e non appesantisce il film con temi esistenziali o autoriali. Ottima la colonna sonora, con tanto rock anni '70.

Il cast è buono, ognuno fa il loro in modo adeguato ed è giusto nella parte, a spiccare un po' più degli altri sono John C. ReillyShea Whigham. Il vero protagonista del film è però Kong, grande, molto più grande dei suoi "fratelli" degli altri film, possente, tanto arrabbiato, e molto malinconico, in un certo senso molto umano, più delle precedenti versioni: lotta per difendere l'isola, lotta per vendicare la propria famiglia sterminata dai mostruosi esseri del sottosuolo, si innamora di Brie Larson ma non come nei film precedenti, in questa versione sembra quasi consapevole dell'impossibilità di quel sentimento.

Kong: Skull Island è un pop corn movie, un b-movie, un blockbuster, è divertente (divertirsi non è un reato, anzi), "caciarone", è puro e semplice intrattenimento, e ripropone in modo nuovo e diverso un personaggio davvero grandioso come King Kong.