sabato 29 dicembre 2018

Bird Box - la recensione

L'apocalisse e i dubbi di una madre, Susanne Bier si mette al timone di un horror fantascientifico per Netflix, in cui spicca una bravissima Sandra Bullock.

Una drammatica e inspiegabile serie di suicidi scuote il mondo, a provocarle è una misteriosa entità che, se la guardi, ti mostra qualcosa di terribile spingendoti ad ucciderti in modo violento. Melorie è al nono mese di gravidanza ed è tra i pochi sopravvissuti, rinchiusa in una casa insieme a degli sconosciuti. Nessun contatto con l'esterno è permesso, le finestre sono sbarrate, anche solo uno sguardo potrebbe essere fatale.
Salto temporale di cinque anni, Melorie è su una barca insieme a due bambini, l'entità è ancora presente e pericolosa, per questo tutti e tre sono bendati, e devono scendere lungo il fiume per cercare salvezza.

La storia si svolge su due piani temporali che si intrecciano per tutta la durata del film. Due situazioni completamente opposte, una al chiuso e una all'aperto, ma con lo stesso fine: sopravvivere. 
Susanne Bier si confronta con un genere nuovo per lei, quello apocalittico fantascientifico non è il suo campo e in alcuni momenti del film questa poca confidenza col genere si nota, molto meglio quando deve affrontare i dubbi personali di una donna, incinta e poco incline alla maternità. C'è qualcosa di atipico nel personaggio di Melorie, non si vede spesso una donna che tratta la propria gravidanza con così tanta diffidenza, senza nascondere la poca voglia di essere madre, la poca voglia di condividere con tutti, compreso il bambino che porta in grembo. Per questo il percorso personale emotivo di Melorie alla fine risulta molto più incisivo del lato horror della storia.

Se Melorie è il vero cuore pulsante del film, il merito è in gran parte di un'ottima Sandra Bullock, eroina inarrestabile, spesso dura, che deve imparare ad affrontare e superare le proprie paure, una donna poco incline alla maternità che darà tutta sé stessa per salvare la vita di due bambini. Per metà film è incinta, per l'altra è quasi sempre bendata, Sandra Bullock si carica il film sulle spalle e lo porta avanti con una prova matura e davvero convincente.
Nel cast di supporto spicca un fantastico John Malkovich.

Vedendo il film è facile fare un'associazione con A Quiet Place, dove era vietato fare rumori per non attirare le creature, mentre in Bird Box è vietato guardare per evitare di uccidersi, ma le similitudini tra i film finiscono qui, sono due film paralleli che non s'incontrano. In Bird Box non c'è niente che non abbiamo già visto in altri film o letto nei libri di Stephen King, le situazioni e i personaggi tipici del genere ci sono tutti, ma quello che il film fa, lo fa bene, e il risultato è un buon horror/thriller fantascientifico che intrattiene lo spettatore nel modo giusto.

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