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lunedì 3 giugno 2019

Oscar - tra gli Oscar alla carriera anche David Lynch e Lina Wertmuller!

L'Academy ha annunciato i nomi delle personalità a cui verranno consegnati gli Oscar speciali e alla carriera. Si tratta di Geena Davis, David Lynch, Wes Studi, e Lina Wertmüller.

Un grande riconoscimento per Lina Wertmüller, che ha già fatto la storia degli Academy Awards essendo la prima donna in assoluto ad essere stata candidata all'Oscar per la regia (nel 1977, per il film Pasqualino Settebellezze). In realtà, la regista italiana aveva anticipato la notizia durante il Festival di Cannes, quando aveva dichiarato: "ora aspetto solo l'Oscar alla carriera". Un desiderio che è diventato realtà.
La motivazione dell'Academy: "si è distinta in modo straordinario lungo la sua carriera, e il contributo eccezionale dato al cinema".
"Sono molto grata per la decisione di assegnarmi questo premio", ha commentato Lina Wertmüller "Un premio che non mi aspettavo affatto e che per questo è tanto più gradito, mi fa tanto più piacere. Gli americani, grazie a Dio, mi hanno sempre voluto bene".

Bel riconoscimento anche per David Lynch, genio cinematografico che in carriera ha ricevuto tre nomination agli Oscar (The Elephant Man, Velluto blu, Mulholland Drive), senza mai vincere.
Grande soddisfazione anche per l'attore Wes Studi, sarà il primo nativo americano a ricevere un Oscar. Mentre a Geena Davis, candidata come migliore attrice non protagonista nel 1989, verrà consegnato il Jean Hersholt Humanitarian Award, riconoscimento per il grande impegno umanitario.

Questi Oscar verranno consegnati il 27 ottobre agli 11/i Annual Governors Awards dell'Academy.

venerdì 27 ottobre 2017

[RomaFF12] Hostiles - la recensione


Ad aprire la Festa del Cinema di Roma, giunta alla sua dodicesima edizione, è un western, all'apparenza estremamente classico nella contrapposizione fra soldati e pellerossa, ma allo stesso tempo incredibilmente moderno.
 Il Capitano Joe Blocker (Christian Bale) deve scortare il temuto Capo Cheyenne Falco Giallo, ormai anziano e morente, e la sua famiglia dal Nuovo Messico fino alle loro terre natie nel Montana. Durante il viaggio Joe e i suoi uomini si imbattono in una donna (Rosamund Pike) che ha visto sterminare la sua famiglia da un gruppo di Comanches.
Una trama semplice e lineare, un viaggio che ben presto diventa il viaggio nel cuore e nell'anima dei protagonisti.
Scott Cooper scrive e dirige un racconto che è lo specchio dei nostri tempi e lo fa paradossalmente calandosi in un contesto storico ben preciso, quello subito riconoscibile della Frontiera Americana e dello scontro di civiltà che vide contrapporsi gli invasori Americani e i Nativi, uno scontro violento da ambo le parti, in cui anche la resistenza al feroce colonialismo rappresentata da Falco Giallo assume una connotazione tutt'altro che innocente.

Nel percorso del protagonista, interpretato da un grandissimo Christian Bale, c'è un augurio utopistico di comprensione e fratellanza, ed è significativo che a mediare e favorire l'amicizia fra i due fronti vi sia una donna che ha perso tutto ma che continua ad avere una fede incrollabile, portatrice di speranza anche nei momenti più bui.
Una regia elegante e la fotografia che mette in risalto i paesaggi maestosi e selvaggi dell'America incontaminata fanno il resto e riescono a far passare in secondo piano anche alcuni cali di ritmo nella parte centrale che altrimenti sarebbero risultati ben più fastidiosi.
Il finale, poi, è magnifico e rivela l'intera essenza del film, commuovendo profondamente lo spettatore e regalando forse l'immagine più bella dell'intera pellicola.
Un'apertura da cui non si poteva chiedere di meglio.