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venerdì 5 settembre 2014

Venezia 71 - giorno 10

Il festival si prepara per la giornata finale e per chiudere propone il nuovo film di Andrew Niccol, 'Godd Kill', e l'ultima fatica di un habitué, ormai, di Venezia, James Franco.

Attore, sceneggiatore, regista, produttore, scrittore, pittore, scultore, fotografo (selfie compresi), James Franco non è uno a cui piace stare fermo a non fare nulla.

Anche quest'anno l'attore americano presenta a Venezia un film, cioè 'The Sound and the Fury', in cui è sia attore che regista, e proprio come il precedente 'As I Lay Dying', presentato al Lido lo scorso anno, anche questo è l'adattamento dell'omonimo libro di William Faulkner.

'L'Urlo e il Furore' racconta la storia di una famiglia del Sud raccontata dal punto di vista dei figli, tra cui Benjy, che soffre di un ritardo mentale e che nel film è interpretato proprio da James Franco. Nel cast anche Scott Haze, Ahna O'Reilly e Jacob Loeb.

"Se qualche anno fa ero spaventato dall'idea di non avere abbastanza tempo per realizzare tutto quello che avrei voluto fare nella vita, adesso credo semplicemente che dare sfogo alla mia creatività sia il modo migliore per vivere", così l'attore-regista ha spiegato la sua incontenibile voglia di lavorare. "Per molto tempo il mio comportamento è sembrato la reazione alla paura che il mio tempo stesse per finire, in realtà è stata più che altro una reazione alle pressioni che ho sentito da giovane", ha continuato a spiegare Franco, "Erano come delle voci che mi dicevano: questa è la tua strada, questo è ciò che devi e non devi fare. A un certo punto ho capito che dovevo ascoltare soltanto la mia voce e capire quali fossero i miei veri interessi. Questo mi ha permesso di realizzare quasi tutti i miei sogni compreso quello dell'insegnamento. Oggi non ho  nessuna paura di non avere abbastanza tempo per fare quello che amo; è semplicemente che se devo scegliere se fare un film con un gruppo di amici o trascorrere con loro una vacanza alle Hawaii allora non ho dubbi: faccio un film". Poi sul film e sul libro da cui è tratto ha dichiarato: "Un classico della letteratura americana, uno dei miei preferiti da sempre. Nonostante sia stato scritto 80 anni fa, trovo che sia un libro estremamente sperimentale. L’adesione al modo in cui la storia viene narrata dallo stesso Faulkner mi ha dato l’opportunità di renderlo estremamente contemporaneo, sebbene sia girato in costume".
James Franco nel film si divide tra regia e recitazione, e si è assegnato il ruolo più complesso, quello del figlio zoppicante e con dei disturbi mentali che gli hanno tolto la parola. "Forse mi sono dato questo ruolo perché posso sembrare un idiota anche nella vita", ha scherzato l'attore, "Ma la verità è che, inserendomi nel cast, aiuto il mio produttore a vendere meglio il film. Comunque preferisco dedicarmi esclusivamente alla regia. Quando hai la fortuna di avere a disposizione grandi talenti, da loro ottieni cose che nemmeno ti aspetto. E io mi aspetto proprio questo dal rapporto regista-attore: non esigo che seguano alla lettera le mie indicazioni".

James Franco si è presentato a Venezia con un look inedito, testa completamente rasata con un disegno "tatuato" sulla nuca, e sul red carpet ha sfoggiato anche dei baffi scuri, oltre a un abbigliamento anni '70. Perché tutto questo? semplice, l'attore ha girato alcune scene del suo prossimo film, 'Zeroville' proprio sul red carpet e in sala. A confermare il fatto che non riesce a stare fermo.
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Per chiudere il Concorso è stato presentato il film 'Good Kill', di Andrew Niccol, con Ethan Hawke, January Jones e Zoe Kravitz.

Il film racconta la guerra vista da un soldato, ex-top gun, che ora pilota i droni negli attacchi. Un padre di famiglia che lavora da Las Vegas e che, quando si rende conto di quello che fa e di come lo fa, comincia a mettere tutto in discussione: da una parte sente la mancanza dell'adrenalina del combattimento in volo, dall'altra si comincia a sentire un codardo a combattere in quel modo, senza rischiare la propria vita per il suo paese.

"Questa guerra ha una natura schizofrenica assoluta, non ho voluto dare giudizi pro o contro, ma cercato di mostrare i fatti e le loro conseguenze", ha spiegato Niccol, "È il primo film sui droni da guerra, cerchiamo di capire cosa sono e come funzionano [...] Non c'era mai stata una guerra in cui i protagonisti possono combattere per dodici ore per poi tornarsene a casa per altrettante dodici ore e così via". "La complessità del mio personaggio sta proprio in questa schizofrenia", ha continuato il protagonista Ethan Hawke, "da una parte vuole mettere la sua vita a servizio del Paese e dunque accetta di entrare nel Drone Programme, ma dall’altra il fatto di non essere più in pericolo lo fa sentire un codardo. Fino a perdere il suo senso distintivo tra giusto e sbagliato, cioè il senso ultimo della sua vita".
A produrre il film Zev Foreman, già produttore del pluripremiato 'The Hurt Locker' di Katryn Bigelow. "Abbiamo mostrato la sceneggiatura al Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ma si è rifiutato di appoggiarci", ha dichiarato il produttore, "Con 'The Hurt Locker' l’appoggio ce l’avevano dato, anche se poi ce l’hanno tolto".

sabato 31 agosto 2013

Festival di Venezia - giorno 4

Al festival oggi, due fra i film più attesi del Concorso: 'Child of God' di James Franco, e 'Philomena' di Stephen Frears.

James Franco ormai fa tutto, attore, produttore, regista, scrittore, artista, e al Festival arriva con il suo film 'Child of God', tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, in cui è regista e coprotagonista.

Storia durissima che racconta del killer necrofilo Lester Ballard, e di chi gli dà la caccia, un uomo messo ai margini dalla società che vive isolato in una caverna, una condizione che lo porterà a scivolare sempre più in basso in un abbrutimento e una depravazione totale.

Violento, drammatico e crudo, 'Child of God' è stato accolto da timidi applausi a fine proiezione ma ha diviso molto: non pienamente riuscito secondo alcuni, un vero pugno nello stomaco secondo altri, puro esibizionismo del regista per quelli a cui non è piaciuto affatto. Sicuramente un film interessante e coraggioso ma per stomaci forti. Convincente comunque la prova del protagonista Scott Haze.
"La cosa che più mi ha colpito del romanzo è la descrizione della solitudine. La solitudine, l’alienazione e l’isolamento dalla società sono temi che mi affascinano", ha risposto James Franco in conferenza stampa a chi gli chiedeva cosa l'avesse spinto a raccontare una storia così dura e cruda, "Quando hai a che fare con l’arte a volte capita di essere letteralmente fulminato da qualcosa che vedi o leggi e che magari ti colpisce senza che tu sappia perché. Sono un grande ammiratore dell’opera di McCarthy e volevo realizzare questo film già sette, otto anni fa". James Franco è un grande amante della letteratura e trarre film dai suoi autori preferiti è uno stimolo in più per lui. "Amo usare libri dei miei autori preferiti per le mie opere: McCarthy e Faulkner sono tra le mie maggiori fonti di ispirazione", ha dichirato, "Portare sullo schermo un’opera di questi scrittori alza il livello del mio lavoro perché voglio  rendere giustizia alla grandezza dell’opera". Il protagonista Scott Haze racconta le difficoltà, anche fisiche, dell'affrontare un personaggio estremo come Lester Ballard. "Per prepararmi al ruolo sono stato in isolamento in un bosco per tre mesi: ho perfino dormito in una grotta", ha dichiarato l'attore, "Per rendere il deperimento mentale e fisico del protagonista ho perso quasi  venti chili: è stata un’esperienza difficile. Il mio approccio a un personaggio così estremo è stato quello di guardarlo con compassione, per potermici relazionare. Lester è un personaggio complesso: non è il solito maniaco, è vero, è un assassino, ma è anche una persona profondamente sola e incapace di inserirsi nella società". Poi confessa i modelli da cui ha preso spunto. "Per rappresentarlo mi sono ispirato al Joker di Heath Ledger e a Robert DeNiro in 'Taxi Driver'", ha detto Haze.

Presente al festival, nella sezione Orizzonti, anche un altro film con James Franco protagonista, 'Palo Alto', di Gia Coppola (un'altra della grande famiglia Coppola). Il film vede nel cast anche Emma Roberts, Val Kilmer e suo figlio, ed è tratto da un libro scritto da... James Franco. Uomo ovunque.

Sempre in Concorso ma di tutt'altro genere il film di Stephen Frears, 'Philomena', con Dame Judi Dench e Steve Coogan, anche cosceneggiatore.

All'inizo del film, tratto da una storia vera, siamo in Irlanda nel 1952, Philomena (J.Dench) è una da giovane donna che "si macchia" della colpa di essere rimasta incinta fuori dal matrimonio. Ripudiata dalla famiglia viene rinchiusa in un convento, quando il figlio compie tre anni le viene tolto e dato in adozione a una coppia americana insieme ad un'altra bambina "figlia del peccato". Molti anni più tardi, Philomena incontra il giornalista e scrittore Martin Sixsmith (Steve Coogan), ex responsabile della comunicazione del Primo Ministro britannico licenziato dopo uno scandalo, che decide di aiutarla a trovare suo figlio.

Tantissimi applausi per un film che ha commosso e divertito grazie allo humor britannico, con due ottime interpretazioni su cui spicca una Judi Dench già data come possibile vincitrice della Coppa Volpi (e c'è già chi parla di nomination agli Oscar).

Tra le tematiche del film c'è anche una questione religiosa che riguarda la rigidità della Chiesa, ma Steve Coogan in conferenza stampa precisa: "Una cosa è la critica all’istituzione, altra cosa è la dignità di chi ha una fede semplice e vera, come Philomena. Sarebbe stato semplicistico attaccare la Chiesa senza vedere quest’altro aspetto". "Non so quali saranno le reazioni della Chiesa cattolica", aggiunge la grandissima Judi Dench, "ma questa è una storia che andava raccontata. Tante donne sono state coinvolte in queste vicende, ma ci sono anche altre ragazze che sono state aiutate dalle suore ad allevare i loro bambini da sole". L'attrice ha poi raccontato il suo incontro con la vera Philomena e la responsabilità di portare sullo schermo la vita di una persona vera. "Ho incontrato Philomena Lee prima delle riprese e mi sono resa conto subito che questa signora di 80 anni ha un senso dell’umorismo naif, un po' come il mio, ed è molto divertente parlare con lei", ha detto l'attrice che ha riconosciuto nella donna una incredibile capacità di perdonare, "Non so se avrei avuto la forza di fare altrettanto, ma credo di no". Infine il regista Stephen Frears ha fatto una sorta di appello al Papa affinché veda il film: "Spero che lo veda il Papa, Francesco mi sembra una persona buona e sensibile".
Il film uscirà in Italia a febbraio distribuito da Lucky Red.

Presentato in Concorso ieri, anche se il photocall è stato questa mattina e questa sera ci sarà il red carpet, il thriller ambientalista 'Night Moves' di Kelly Reichardt. Protagonisti del film Dakota Fanning e Jesse Eisenberg.