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mercoledì 30 novembre 2016

'Manchester by the Sea' miglior film per la National Board of Review. 'Moonlight' vince i Gotham Awards

La stagione dei premi ormai ha preso il via, i primi verdetti arrivano dai Gotham Awards, premio dedicato al cinema indipendente, e dalla National Board of Review, organizzazione cinefila newyorkese formata da cinefili di diversa provenienza (studenti, insegnanti, storici, ecc).
Entrambi i premi sono moderatamente indicativi per gli Oscar, più che altro danno un'idea di chi potrebbe rientrare tra i nominati.

A trionfare ai Gotham Awards 2016 è stato Moonlight di Barry Jenkins, film d'apertura all'ultimo Festival di Roma, che si è portato a casa quattro premi: miglior film, migliore sceneggiatura, il premio del pubblico, e un premio speciale della giuria per il cast.

Casey Affleck (Manchester by the Sea) e Isabelle Huppert (Elle) sono stati premiati come migliore attore e attrice.

Ecco l'elenco dei vincitori:

Miglior film: Moonlight
Miglior attore: Casey Affleck - Manchester by the Sea
Migliore attrice: Isabelle Huppert - Elle
Miglior regista rivelazione: Trey Edward Shults - Krisha
Miglior interprete emergente: Anya Taylor-Joy - The Witch
Miglior sceneggiatura: Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney - Moonlight
Premio speciale della giuria per il miglior cast: Moonlight
Miglior serie rivelazione - forma lunga: Crazy Ex-Girlfriend
Miglior serie rivelazione - forma corta: Her Story
Premio del pubblico: Moonlight
Miglior documentario: O.J.: Made in America
Spotlight on Women Filmmakers "Live the Dream" Grant: Shaz Bennett – Alaska is a Drag; Katie Orr – Poor Jane; Roxy Toporowych – Julia Blue
Premio alla carriera: Amy Adams; Ethan Hawke; Arnon Milchan; Oliver Stone

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Altro giro, altro premio, altro vincitore. La National Board of Review ha assegnato il premio come miglior film a Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan. Il film si è portato a casa anche i premi come migliore attore (Casey Affleck), sceneggiatura originale, e rivelazione maschile (Lucas Hedges), per un totale di quattro premi.

Il premio come migliore attrice è andato a Amy Adams per lo sci-fi Arrival. A vincere nelle categorie non protagonisti invece sono stati Jeff Bridges per Hell or High Water, e Naomie Harris per Moonlight, film che si è portato a casa anche il premio per la migliore regia.
Tra i premiati anche Silence di Martin Scorsese, che ancora non è uscito nelle sale, a cui è andato il premio per la migliore sceneggiatura non originale.

Ecco tutti i premi e i migliori titoli dell'anno secondo la National Board of Review.

Miglior film: Manchester by the Sea
Miglior regista: Barry Jenkins per Moonlight
Miglior attore: Casey Affleck per Manchester by the Sea
Miglior attrice: Amy Adams per Arrival
Miglior attore non protagonista: Jeff Bridges per Hell or High Water
Miglior attrice non protagonista: Naomie Harris per Moonlight
Miglior sceneggiatura originale: Kenneth Lonergan per Manchester by the Sea
Miglior sceneggiatura non originale: Jay Cocks e Martin Scorsese per Silence
Miglior film d'animazione: Kubo e la spada magica (Kubo and the Two Strings)
Miglior rivelazione maschile: Lucas Hedges per Manchester by the Sea
Miglior rivelazione femminile: Royalty Hightower per The Fits
Miglior regista esordiente: Trey Edward Shults per Krisha
Miglior film straniero: Il cliente (Forushande)
Miglior documentario: O.J.: Made in America
Miglior cast: Il diritto di contare (Hidden Figures)
Spotlight Award: Peter Berg e Mark Wahlberg per la loro creativa collaborazione
Premio per la libertà di espressione: Cameraperson

Migliori 10 film dell'anno
Arrival
Hacksaw Ridge
Ave, Cesare! (Hail, Caesar!)
Hell or High Water
Il diritto di contare (Hidden Figures)
La La Land
Moonlight
Patriots Day
Silence
Sully

Migliori film stranieri
Elle
Agassi
Julieta
Land of Mine - Sotto la sabbia
Neruda

Migliori documentari
De Palma
La principessa e l'aquila (The Eagle Huntress)
Gleason
Life, Animated
Miss Sharon Jones!

Migliori dieci film indipendenti
20th Century Women
Captain Fantastic
Creative Control
Il diritto di uccidere (Eye in the Sky)
The Fits
Green Room
Hello, My Name Is Doris
Krisha
Morris from America
Sing Street

domenica 20 settembre 2015

Southpaw - la recensione

Ennesimo capitolo del "matrimonio" tra cinema e boxe, Southpaw, diretto da Antoine Fuqua, ci racconta la caduta e la risalita di un pugile.

Billy Hope (J.Gyllenhaal) è il campione imbattuto dei pesi medio-massimi. E' ricco, ha una famiglia unita, una moglie, Maureen (R.McAdams), conosciuta ai tempi dell'orfanotrofio, che lo sostiene, soffre insieme a lui dietro l'angolo, e cerca di convincerlo a dire basta con la boxe. Billy è indeciso ma i dolori e le ferite riportate durante l'ultimo durissimo incontro, che lo ha confermato campione, lo spingono a dare retta alla moglie. Una pallottola vagante sparata durante un rissa con un pugile che lo aveva provocato, cambia per sempre il corso della sua vita. Sua moglie muore, perde i soldi, la casa, gli portano via la figlia, così Billy dovrà cercare di ricominciare da zero e tornare sul ring per chiudere i conti con tutto.

Discesa e risalita, toccare il fondo più sporco e poi risalire con la sola forza d'animo, temi non nuovi nell'universo del cinema pugilistico. Trovare un'idea originale nel genere è praticamente impossibile, Rocky ha già detto tutto quello che c'era da dire, e l'ha fatto in modo epico e perfetto, e se non bastasse c'è anche un capolavoro come Toro Scatenato a chiudere le porte all'originalità in questo specifico genere. Questo però non significa che non si possono più fare film sulla boxe, lo sport più cinematografico di sempre, tutto sta a raccontare e affrontare nel modo giusto temi e situazioni già viste, come ha fatto ad esempio Clint Eastwood con il suo bellissimo Million Dollar Baby. Antoine Fuqua in Southpaw ci riesce a metà, e la parte più riuscita non è merito suo.

Scappare dagli stereotipi del genere è impossibile? e allora Fuqua decide di usarli tutti. La storia del film ha uno svolgimento piuttosto prevedibile? allora il regista opta per la mano pesante - come è nel suo stile, tra l'altro - decidendo di puntare tutto su dei "pugni emotivi" per cercare di colpire e stendere lo spettatore piuttosto che su una generale costruzione della storia e dell'ambiente intorno al protagonista. Questa scelta provoca degli strappi nell'andamento, momenti in cui si enfatizza e si carica, e altri in cui si tira avanti in modo un po' superficiale; alla fine si ha la sensazione che, dal punto di vista della storia, della sceneggiatura e dell'approfondimento di alcuni punti, si poteva fare meglio. Discorso diverso per le scene di combattimento e di allenamento, ben girate e coinvolgenti.

Punto di forza del film è sicuramente il cast. Il sempre più bravo Jake Gyllenhaal è assoluto protagonista del film, presente praticamente in tutte le scene e trasformato fisicamente da chili di muscoli (dopo la magrezza inquietante raggiunta in Nightcrawler), la sua grande carica emotiva e la presenza scenica risollevano il film ogni volta che comincia ad accasciarsi da un lato. Un'interpretazione molto intensa che coinvolge e riesce a trascinare lo spettatore nella storia. Molto bravo anche Forest Whitaker, che con un personaggio appena accennato, e che entra in scena solo a metà film (un po' troppo tardi), riesce comunque ad incidere in modo evidente. Nel cast anche Rachel McAdams, Naomie Harris e 50 Cent.

Non diventerà un punto fermo nel genere dei film sulla boxe, ha sicuramente tanti difetti, ma alla fine Southpaw non annoia affatto, e in un modo o nell'altro, usando temi e situazioni sicuramente già viste, toccando corde già testate per stimolare la sensibilità dello spettatore, grazie a un ottimo protagonista, e grazie a uno sport che al cinema rende tantissimo, riesce a coinvolgere. Alla fine però resta anche il dubbio che, con un regista diverso, più equilibrato, avrebbe potuto essere qualcosa in più.