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martedì 18 febbraio 2020

David di Donatello 2020 - le nomination

Sono state annunciate poco fa le nomination ai David di Donatello 2020.

A dominare con 18 candidature è Il Traditore di Marco Bellocchio, a seguire con 15 nomination a testa, Il Primo Re e Pinocchio.

La cinquina delle migliori attrici protagoniste non è una cinquina, le candidate infatti sono sei a causa di alcuni ex-aequo.

Nonostante l'annuncio delle cinquina, due vincitori sono già stati rivelati. Miglior cortometraggio, premio assegnato da una giuria, è stato vinto da Inverno di Giulio Mastromauro, mentre il David per il Miglior film straniero,  che viene assegnato dopo il primo turno di votazioni (che a questo punto rende abbastanza superflua la cinquina dei candidati), è andato al vincitore dell'Oscar Parasite di Bong Joon-ho.

La cerimonia di premiazione si terrà il 3 aprile, con una diretta su Rai Uno.

Ecco una parte dei candidati, tutte le cinquine le trovate sul sito ufficiale dei David di Donatello.

MIGLIOR FILM
Il primo re, di Matteo Rovere
Il traditore, di Marco Bellocchio
La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi
Martin Eden, di Pietro Marcello
Pinocchio, di Matteo Garrone

MIGLIOR REGIA
Il primo re, di Matteo Rovere
Il traditore, di Marco Bellocchio
La paranza dei bambini, di Claudio Giovannesi
Martin Eden, di Pietro Marcello
Pinocchio, di Matteo Garrone

MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE
IGORT, 5 è il numero perfetto
Phaim BHUIYAN, Bangla
Leonardo D’AGOSTINI, Il campione
Marco D’AMORE, L’immortale
Carlo SIRONI, Sole

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Bangla
Il primo re
Il traditore
La dea fortuna
Ricordi?

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Il sindaco del rione Sanità
La famosa invasione degli orsi in Sicilia
La paranza dei bambini
Martin Eden
Pinocchio

MIGLIOR PRODUTTORE
Bangla
Il primo re
Il traditore
Martin Eden
Pinocchio

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Valeria BRUNI TEDESCHI, I villeggianti
Jasmine TRINCA, La dea fortuna
Isabella RAGONESE, Mio fratello rincorre i dinosauri
Linda CARIDI, Ricordi?
Lunetta SAVINO, Rosa
Valeria GOLINO, Tutto il mio folle amore

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Toni SERVILLO, 5 è il numero perfetto
Alessandro BORGHI, Il primo re
Francesco DI LEVA, Il sindaco del rione Sanità
Pierfrancesco FAVINO, Il traditore
Luca MARINELLI, Martin Eden

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Valeria GOLINO, 5 è il numero perfetto
Anna FERZETTI, Domani è un altro giorno
Tania GARRIBBA, Il primo re
Maria AMATO, Il traditore
Alida BALDARI CALABRIA, Pinocchio

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Carlo BUCCIROSSO, 5 è il numero perfetto
Stefano ACCORSI, Il campione
Fabrizio FERRACANE, Il traditore
Luigi LO CASCIO, Il traditore
Roberto BENIGNI, Pinocchio

MIGLIOR AUTORE DELLA FOTOGRAFIA
Daniele CIPRÌ, Il primo re
Vladan RADOVIC, Il traditore
Francesco DI GIACOMO, Martin Eden
Nicolaj BRÜEL, Pinocchio
Daria D’ANTONIO, Ricordi?

MIGLIORE MUSICISTA
L’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO, Il Flauto Magico di Piazza Vittorio
Andrea FARRI, Il primo re
Nicola PIOVANI, Il traditore
Dario MARIANELLI, Pinocchio
Thom YORKE, Suspiria

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Citizen Rosi, di Didi GNOCCHI e Carolina ROSI
Fellini fine mai, di Eugenio CAPPUCCIO
La mafia non è più quella di una volta, di Franco MARESCO
Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari, di Simone ISOLA e Fausto TROMBETTA
Selfie, di Agostino FERRENTE

MIGLIOR FILM STRANIERO  (assegnato al primo turno di votazione)
C’era una volta a… Hollywood, di Quentin Tarantino
Green Book, di Peter Farrelly
Joker, di Todd Phillips
L’ufficiale e la spia (J’accuse), di Roman Polanski
Parasite, di Bong Joon Ho - VINCITORE

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO (assegnato da una giuria)
Baradar, di Beppe TUFARULO
Inverno, di Giulio MASTROMAURO - VINCITORE
Il nostro tempo, di Veronica SPEDICATI
Mia Sorella, di Saverio CAPPIELLO
Unfolded, di Cristina PICCHI

DAVID GIOVANI (assegnato da una giuria nazionale di studenti degli ultimi due anni di corso delle scuole secondarie di II grado.)
Il traditore, di Marco BELLOCCHIO
L’uomo del labirinto, di Donato CARRISI
La dea fortuna, di Ferzan OZPETEK
Martin Eden, di Pietro MARCELLO
Mio fratello insegue i dinosauri, di Stefano CIPANI

venerdì 13 settembre 2019

Oscar 2020 - cinque film in corsa per la proposta italiana

E' stata resa nota questa mattina la short list di film candidati ad essere la proposta italiana agli Oscar 2020.

Cinque titoli scelti tra i film usciti su suolo nazionale tra il 1 ottobre 2018 e il 30 settembre 2019. Il film scelto sarà la proposta per l'Italia e concorrerà per la categoria International Feature Film Award (quello che una volta era il Migliore Film Straniero).

A scegliere sarà una commissione istituita presso l’Anica, che si riunirà il prossimo 24 settembre e dovrà comunicare all'Academy il titolo della proposta italiana entro il 1 ottobre.

Ecco i cinque candidati.

Martin Eden di Pietro Marcello

La Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi

Il Primo Re di Matteo Rovere

Il Traditore di Marco Bellocchio

Il Vizio della Speranza di Edoardo De Angelis

La proposta italiana dovrà passare la prima grossa scrematura per puntare a rientrare nella cinquina del miglior film straniero. L'annuncio delle nomination che si terrà il 13 gennaio. La 92esima edizione dei Premi Oscar si svolgerà il 9 febbraio.

mercoledì 6 febbraio 2019

Il Primo Re - la recensione

Quando nel 2016 Gabriele Mainetti fece uscire il suo straordinario Lo Chiamavano Jeeg Robot tutti parlarono di grande rinascita del cinema italiano, di cinema di genere, di esplosione sul mercato internazionale. In questi anni la realtà è stata molto più contenuta, ma non sono mancati gli esempi positivi, come Garrone e Matteo Rovere, autore di un film originale (per l'Italia) come Veloce come il Vento. Eppure Rovere il suo grande azzardo doveva ancora compierlo: girare un film storico, con influssi dal mito, nientemeno che Romolo e Remo, la fondazione di Roma, per di più girato interamente in proto-latino, con uno sforzo produttivo enorme e rischi ancora più grandi. Resta da capire se la scommessa è stata vinta.


Siamo nel 753 a.C. e la vicenda segue i due fratelli Romolo e Remo, interpretati da un lanciatissimo Alessandro Borghi e Alessio Lapice, vicenda che fra sacrifici di sangue, boschi pieni di spiriti, paludi infinite e tribù sabine senza scrupoli, porterà a compimento il destino scritto dagli dei e alla fondazione di una città come non ne sono mai esistite e non ne esisteranno mai: Roma.

Si possono ritrovare varie influenze provenienti da diverse parti: nella fotografia, tutta di luce naturale, è impossibile non rinvenire richiami al miglior Terrence Malick (un applauso, davvero, a Daniele Ciprì), nelle scene di lotta fra tribù la mente torna subito a Mel Gibson e al suo Apocalypto, così come l'uso di una lingua morta nei dialoghi (scelta davvero coraggiosa per un paese in cui ancora il doppiaggio la fa da padrone), o ancora il mescolarsi di storia e mito che non può non ricordare quanto fatto in televisione da  Michael Hirst in Vikings. Eppure nonostante tutto non si ha mai l'impressione di già visto, grazie soprattutto alla storia, per quanto conosciuta, che non lesina i colpi di scena e i momenti epici, e alla componente visiva, vera punta di diamante del film. 
Degna di nota è la colonna sonora, di grandissimo impatto ed estrema importanza in una pellicola di questo genere, Andrea Farri mescola sapientemente archi e soprattutto percussioni con grandissimo fascino, e la musica sottolinea le scene alla perfezione.


Potere, famiglia, destino, sacro e profano, temi universali dell'epica classica messi in scena con grande coraggio da Matteo Rovere, a cui si perdona anche qualche ingenuità registica, perché produrre un colossal storico-mitologico, con protagonista uno degli attori sulla cresta dell'onda, e consegnarlo allo spettatore in una lingua che non si parla da più di 2000 anni, era un azzardo che poteva rivelarsi un disastro. E invece è una specie di miracolo.