giovedì 14 giugno 2012

Game of Thrones: quando il gioco dei troni incontra il fantasy


Si è conclusa anche in Italia la seconda stagione di Game of Thrones, vero e proprio fenomeno cult oltre che semplice serie fantasy di enorme successo.

Ma di cosa stiamo parlando?
Per chi è vissuto su Marte in questi ultimi anni ecco un piccolo estratto da wikipedia: 

Eddard Stark, lord di Grande Inverno, viene incaricato dal suo re e amico Robert Baratheon di recarsi ad Approdo del Re per ricoprire la carica di Primo Cavaliere . La guerra fra i Sette Regni è però alle porte, a causa degli intrighi e delle mire al trono dei membri della nobile Casa Lannister. Jon Snow, figlio illegittimo di Eddard Stark, si arruola invece nei Guardiani della Notte e si reca sulla Barriera, enorme muro di ghiaccio che separa il mondo degli uomini dalle ostili terre del Nord, da cui sta arrivando una minaccia terribile. Nel frattempo Daenerys Targaryen e il suo crudele fratello Viserys, ultimi superstiti della nobile Casa Targaryen ,regnante prima della rivolta dei Baratheon, cercano di ricostruire l'antico potere nelle selvagge terre al di là del mare.

Di ambientazione medievaleggiante, Game of Thrones si differenzia da tutti gli altri (scadenti) prodotti fantasy che hanno invaso cinema e televisione dopo il successo della trilogia tolkeniana di Peter Jackson: rimanendo straordinariamente fedeli all'opera originale, i creatori David Benioff e D.B. Weiss hanno puntato i riflettori sui personaggi, riducendo al minimo la componente magica. Non esseri magnifici con poteri soprannaturali, quindi, ma persone al centro della storia, una storia fatta di lotte di potere e guerra, di odio e amore, dove nessuno è mai totalmente buono o cattivo, un mondo dove predominano le sfumature di grigio che sempre rendono affascinante ogni personaggio...un mondo dove chiunque può venire ucciso, come ci ricordano le misteriose parole che danno il titolo allo spettacolare episodio che chiude la seconda stagione: Valar Morghulis.
In questo modo lo spettatore empatizza, si schiera ed è costantemente sulle spine, perchè non si può mai sapere quale dei propri beniamini arriverà incolume alla stagione successiva.
Sicuramente il materiale di partenza poteva contare su di una folta schiera di fan, ma c'è anche da dire che il successo di una serie si vede soprattutto contando quanti nuovi “adepti” essa riesce ad arruolare; Game of Thrones in questo non è seconda a nessuno, anzi!


Con una resa scenica mozzafiato per location (Islanda e Malta solo per fare qualche esempio) ed effetti speciali, una fotografia sempre impeccabile e un cast di attori eccezionali, su cui spicca lo straordinario Peter Dinklage (premiato con Emmy e Golden Globe per il suo ruolo di Tyrion “the Imp” Lannister, a mio parere miglior personaggio della saga), questa serie è riuscita ad affascinare ed emozionare un pubblico di tutte le età.



Da citare, infine, la sigla di apertura, una delle più belle che si sia mai vista in tv, capace di costruire , nel vero senso della parola, questo nuovo mondo davanti ai nostri occhi.
Ed ora che la seconda stagione è giunta al termine, non resta che attendere la prossima primavera per averne ancora, oppure, se proprio l'astinenza diventa insopportabile, correre in libreria per recuperare i cinque volumi della saga pubblicati fin ora, per immergersi di nuovo in questo lungo e appassionante canto di ghiaccio e di fuoco.





*Chiara*

1 commento:

  1. Concordo su tutto tranne su la fotografia, a volte non mi è sembrata un gran che!

    Comunque serie meravigliosa che nelle prime 2 puntate non mi aveva convinto troppo ma che andando avanti mi ha rapito completamente!

    W GAME OF THRONES!

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