martedì 9 novembre 2021

Eternals - la recensione

Il terzo film della Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe, diretto dalla regista premio Oscar Chloé Zhao, è un film veramente insolito, e non solo perché è quello con il voto più basso su Rotten Tomatoes, celebre piattaforma di aggregazione di recensioni.

Nel 5000 a.C. un gruppo di esseri immortali e dotati di superpoteri provenienti dal pianeta Olimpia, chiamati gli Eterni, sono inviati sulla Terra dai Celestiali, esseri semidivini, e per la precisione da uno di loro, Arishem, per proteggere il pianeta dai Devianti. Dopo averli sconfitti e aver contribuito grazie alle loro conoscenze al progresso dell'umanità, gli Eterni si dividono per poter vivere ognuno la propria vita fra gli esseri umani, finché il ritorno dei Devianti non li costringe a riunirsi per affrontare la minaccia.

Con un cast stellare, la regista cino-americana si trova a dover introdurre al grande pubblico non solo un gruppo di ben dieci nuovi personaggi, ma anche personaggi per lo più sconosciuti a chiunque non sia un fan hardcore dei fumetti Marvel. Sorprendentemente, anche se ovviamente con pesi diversi, tutti gli Eterni sono ben caratterizzati e si ritagliano il loro tempo sullo schermo e un posto nel cuore degli spettatori, anche grazie al già citato cast stellare che vede attori come Angelina Jolie, Salma Hayek, o Richard Madden dare volto e corpo a questi eroi più vicini a dei che ai soliti personaggi a cui il MCU ci ha abituato. E questo è il punto fondamentale, quello che, a seconda del gusto personale, può essere visto come il più grande pregio o il più grande difetto del film: non è il solito film a cui il MCU ci ha abituato.

Due ore e mezza di pellicola in cui il tono scanzonato e divertente che accompagna sempre gli eroi targati Marvel lascia il posto a un'atmosfera molto più solenne, cupa, "pesante", con pochissime scene divertenti ma soprattutto una grande attenzione a temi esistenziali come il senso della vita e della morte, il dolore, l'accettazione di sé. Anche le musiche sono solenni e vanno a incorniciare le riprese maestose del paesaggio incontaminato tipiche del cinema di Chloé Zhao, con un uso della CGI ridotta alle sequenze d'azione (tra l'altro veramente ben dirette e spesso spettacolari a livello coreografico).

Se ci si aspetta un film Marvel tradizionale si rischia di rimanere parecchio sorpresi, persino molto delusi. Se ciò che vogliamo da questo film è il solo divertimento, questi 156 minuti sembreranno interminabili. Se però si apprezza la sperimentazione tematica e il coraggio di proporre qualcosa di così radicalmente diverso rispetto ai soliti canoni, forse più vicini, almeno negli intenti, ai film della concorrenza DC come quelli di Snyder, allora ci si trova di fronte a uno dei migliori film del Marvel Cinematic Universe.

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