martedì 15 maggio 2018

Cannes 2018 - giorno 7

E' il giorno di uno dei film più attesi del Concorso, si tratta di BlacKkKlansman, nuovo lavoro di Spike Lee.

Il film è ambientato nel Colorado degli anni '70 e racconta la vera storia del poliziotto Ron Stallworth, afroamericano, che riesce ad infiltrarsi nel Ku Klux Klan della sua città. Ron instaura un ottimo rapporto telefonico con i vertici del KKK, persuadendoli a farlo entrare nel gruppo, l'unico ostacolo però è il suo aspetto, così a sostituirlo fisicamente ci pensa il suo collega, bianco e di origine ebraiche, Flip.

Una storia incredibile eppure vera raccontata dallo stesso Stallworth in un libro dai tratti anche umoristici. Protagonisti del film, a dividersi il ruolo di Ron Stallworth, sono John David Washington (figlio di Denzel Washington) e Adam Driver.
"Mi sono reso completamente disponibile alla storia, con lo spirito soprattutto", ha dichiarato Washington, al suo primo ruolo importante in carriera, "Non avevo mai vissuto un'esperienza attoriale così, e ne sono grato". "L’assetto della produzione era molto familiare", ha continuato Adam Driver, "questo ha reso tutto più semplice per essere a proprio agio con la storia". Anche Spike Lee ha voluto sottolineare l'atmosfera molto serena che si è venuta a creare sul set. "Io ho 61 anni, faccio questo lavoro da trent'anni", ha detto il regista, "Era tempo che arrivasse linfa nuova, e sul set si è creata una bella fusione. Fare un buon film è un miracolo, fare cinema è un lavoro molto duro, io non mi sto lamentando ma posso dire di essere stato benedetto da grandi talenti".
Un film ambientato negli anni '70 e girato con uno stile adatto a quel periodo. "Sono stato contento di tornare a girare in pellicola. Abbiamo attinto allo stile dei film degli anni Settanta", ha spiegato il regista, "con un lavoro sulle immagini che ho condiviso con il mio direttore della fotografia".

Il film ovviamente tocca da molto vicino il tema del razzismo, argomento molto attuale negli USA (e in Europa, come ha ricordato esplicitamente Spike Lee), infatti il film si chiude con le immagini dell'attacco di Charlottesville, quando un suprematista bianco si è lanciato con la sua auto sulla folla uccidendo una donna. "Quella tragedia è avvenuta dopo che noi avevamo finito le riprese e appena ho visto cosa era successo ho capito che doveva essere il finale del nostro film", ha spiegato Lee, "Dopo aver avuto l'autorizzazione della madre della ragazza uccisa mi sono detto "fanculo a tutto, mostrerò quello che è stato", un assassinio, una vergogna per l'America intera".
Il regista non ha risparmiato accuse al presidente degli Stati Uniti Donald Trump - usando parole molto decise - colpevole di non aver condannato i fatti di Charlottesville. "Quel figlio di puttana non ha denunciato il fottuto Klan e quei figli di puttana nazisti", ha dichiarato Lee, "Nel momento della tragedia non ha saputo dire una parola nella giusta direzione, non ha ricordato che l'amore può battere l'odio. Guardiamo ai nostri leader per avere una guida, per prendere decisioni morali e invece ecco cosa accade, ma non soltanto negli Usa. Siamo circondati da raccontaballe e dobbiamo svegliarci. Non possiamo più stare zitti, non è una questione di bianchi e di neri, è questione di dire Time's Up per l'odio".

Il film ha avuto una buona accoglienza di pubblico e critica. Negli USA uscirà il 10 agosto.

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Fuori Concorso il festival ha visto il ritorno di Lars Von Trier, di nuovo a Cannes dopo essere stato bandito qualche anno fa.
Il regista danese è tornato e ha dimostrato di non essere cambiato, il suo ultimo film, The House That Jack Built, ha avuto un'accoglienza molto contrastata, tanti fischi, pochi applausi e diverse persone che hanno abbandonato la sala prima della fine, disgustate e inorridite dalle immagini che stavano vedendo.
Il film di Von Trier, con Matt Dillon protagonista, racconta di un serial killer che uccide in modo efferato, smembra le vittime e le riassembla per creare delle "opere d'arte" e raggiungere la perfezione.

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Altro film italiano al festival, presentato nella sezione Un Certain Regard il secondo film da regista di Valeria Golino, Euforia. Nel cast Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Valentina Cervi, e Isabella Ferrari.

Il film racconta la storia di due fratelli, Matteo e Ettore, costretti improvvisamente a coabitare. Una convivenza complicata che li avvicina e che prenderà una piega molto diversa quando uno dei due scopre la malattia del fratello e deciderà di non dirgli la verità.

Un film che parla di malattia e di morte con un titolo che però spinge nel senso contrario. "L'euforia è quella sensazione bella e pericolosa che coglie i subacquei a grandi profondità", ha dichiarato Valeria Golino, "sentirsi pienamente felici e totalmente liberi. È la sensazione a cui deve seguire l’immediata decisione della risalita prima che sia troppo tardi, prima di perdersi per sempre in profondità".

Il film uscirà nelle sale italiane in autunno ed è già stato venduto in diversi paesi esteri.

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