venerdì 18 maggio 2018

Cannes 2018 - giorno 10

Il festival si avvia verso la sua conclusione e mentre aspettiamo la Palma d'Oro con gli ultimi film in Concorso, nelle sezioni parallele sono arrivati i primi premi, e c'è gloria anche per l'Italia.
Troppa Grazia di Gianni Zanasi ha vinto il Label di Europa Cinémas, il premio degli esercenti europei alla Quinzaine des Réalisateurs, mentre Border di Ali Abbasi ha vinto nella sezione Un Certain Regard.

In Concorso invece, presentato un film che odora di premio, secondo molti addirittura di Palma d'oro, si tratta di Capharnaum, della regista libanese Nadine Labaki.

Il film racconta l'odissea di un ragazzino, Zain (Zain Al Rafeea), di cui non si conosce nemmeno l'età perché i genitori non l'hanno registrato all'anagrafe. Proveniente da una famiglia molto povera, ignorante e manesca, Zain è uno dei tanti figli della coppia di genitori, la sorella, di soli undici anni, viene data in sposa al loro padrone di casa, allora Zain per protesta scappa e finisce a vivere con una prostituta etiope madre di un bambino piccolo. Poi però la donna scompare, Zain inizialmente si occupa del bambino ma poi è costretto a darlo a un individuo che vuole usarlo per commercio. Zain poi scopre che la sorella è morta perché rimasta incinta del marito, così Zain accoltella l'uomo per vendetta e viene arrestato. Dalla prigione Zain riesce a telefonare a una tv per comunicare la sua decisione: fare causa ai propri genitori per averlo messo al mondo.

Una storia complessa e molto drammatica che ha avuto un'ottima accoglienza sia alla proiezione per il pubblico che a quella per la stampa, anche se qualcuno l'ha definita un po' "ricattatoria" nei temi.

Un film che ha avuto una lavorazione piuttosto lunga, sei mesi di riprese, 520 ore di girato e tutti attori non professionisti, e in cui la regista, che nel film interpreta l'avvocato di Zain, è riuscita ad inserire tutti i temi che le stavano più a cuore. "Il film nasce dal fatto che, insieme a mio marito [Khaled Mouzanar, compositore e produttore del film], ragionavo su quello di cui volevo parlare, le mie tante ossessioni del momento", ha raccontato Nadine Labaki, "Lui mi ha detto proprio così, questo è un 'cafarnao'. Avevo scritto tanti foglietti con i temi che mi interessavano e li avevo appiccicati su una lavagna in soggiorno: immigrazione illegali, bambini maltrattati, la frontiera e la sua assurdità, il fatto che abbiamo bisogno di un certificato per provare che esistiamo e che senza quel certificato non si può emigrare, andare a a scuola p essere curati all'ospedale, il razzismo, la paura dell'altro, l'indifferenza alla Convenzione dei Diritti dell'Infanzia".

Nel film spicca l'interpretazione del giovane protagonista, Zain Al Rafeea, che durante la conferenza stampa si è anche appisolato.

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Sempre in Concorso, presentato il film Un Couteau dans le Coeur di Yann Gonzalez. Con Vanessa Paradis protagonista.

La storia del film è ambientata nell'ambiente dei porno gay, con Vanessa Paradis nei panni di una produttrice di porno di serie B che si vede abbandonare dalla sua montatrice e amante. Grazie all'aiuto del suo fidato braccio destro, cerca di girare il suo miglior film per tornare in auge, ma un misterioso serial killer mascherato comincia ad uccidere i suoi attori.

Un film pieno di citazioni, riferimenti e omaggi a tanti registi, da Dario Argento a Brian De Palma, che per il personaggio principale ha preso spunto da una vera produttrice di porno, davvero innamorata della sua montatrice. "Una donna potente, ma anche imperfetta, ingiusta, eccessiva", così l'ha descritta il regista, che inizialmente aveva pensato di girare un documentario su di lei, "Ho incontrato molte persone che l’avevano conosciuta o che hanno lavorato con lei. Ho raccolto molto materiale e alla fine ho capito che era la base ideale per un film di finzione".
Felice di essere a Cannes la protagonista del film, Vanessa Paradis: "Volevo tornare al festival per difendere un lavoro di cui sono molto orgogliosa, mi sento fortunata ad averlo fatto perché per un attore è un sogno poter recitare una parte così intensa e ricca, e poter interpretare un personaggio che attraversa tutti gli stati d'animo, il disastro, la violenza, la passione".

Accolto in modo freddo dalla stampa, il film non ha particolarmente convinto.

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