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sabato 12 ottobre 2019

Addio all'attore Robert Forster.

Lutto nel mondo del Cinema, è morto Robert Forster. L'attore si è spento oggi nella sua casa a Los Angeles, aveva 78 anni ed era malato da tempo.

Una lunga carriera quella di Forster, iniziata col teatro e proseguita tra cinema e tv. L'esordio a fine anni '60 con il film di John Huston Riflessi in un occhio d'oro, in cui lavora insieme a Marlon Brando e Elizabeth Taylor. Altro titolo importante, un anno dopo, La notte dell'agguato, western con Gregory Peck.
Il grande picco della carriera di Robert Forster arriva nel 1997, quando Quentin Tarantino lo sceglie per un ruolo in Jackie Brown. Grazie a questo film riceve la sua prima nomination agli Oscar, come migliore attore non protagonista. Il film di Tarantino segna quasi una rinascita per l'attore, dopo Jackie Brown, partecipa a molti film, il remake di Psycho girato da Gus Van Sant, il comico Io, Me & Irene, Charlie's Angels - Più che Mai, Slevin - Patto Criminale, Paradiso Amaro, ma soprattutto Mullholland Drive (2001) di David Lynch.

Robert Forster ha partecipato a molte serie tv, tra cui anche Breaking Bad, episodio 5x15, e la sua ultima apparizione è proprio nel film El Camino - Il film di Breaking Bad, disponibile da ieri su Netflix.

giovedì 7 febbraio 2013

Frame Awards 2013















I Frame Awards prendono in considerazione tutti i film usciti in Italia nell'arco di un anno, da gennaio a dicembre. Le categorie sono più o meno le stesse dei premi Oscar, con l'aggiunta del miglior cast, trailer, locandina, 3D, film italiano e peggior film.
Le nomination vengono decise dalla redazione della pagina attraverso una votazione interna non priva di difficoltà visti i tanti bei titoli che escono nell'arco di un anno, alcuni film rientrati nelle nomination, altri purtroppo sono rimasti fuori.

Ecco la lista dei nominati ai Frame Awards 2013:












































domenica 24 giugno 2012

'Paradiso Amaro' - la recensione

Nelle paradisiache Hawaii, Matt King (G.Clooney), avvocato e proprietario di mezza isola, si trova ad affrontare la prova più dura della sua vita: la moglie dopo un incidente in barca è in coma irreversibile. Sulle spalle di Matt grava tutto il peso delle decisioni e si ritrova a doversi confrontare con le due figlie, di 10 e 17 anni, di cui sa pochissimo. A mettere ancora più in bilico la sua vita in un momento già di per se difficilissimo arriva la rivelazione che sua moglie stava pensando di lasciarlo dopo aver avuto una storia con un altro uomo. Matt a qual punto decide di cercare quell'uomo.

Dire che 'The Descendants' - 'Paradiso Amaro' in Italia' - sia una commedia è un po' un azzardo, il tema è tutt'altro che allegro e in particolare tocca un argomento molto delicato. Il film è più drammatico di quanto il trailer faccia credere ma non è un drammatico da disperazione e fiumi di lacrime, in realtà è un film che riesce ad avere una sottile ironia anche nei momenti più delicati mantenendo sempre in sottofondo una tristezza depressiva e dolorosa che non eccede mai, rimane lì come la povera moglie di Matt nel letto d'ospedale. La storia in realtà a leggerla così riassunta in poche righe può sembrare quasi banale o comunque niente di particolarmente originale ma è il contesto che la caratterizza, i costumi, le musiche, il luogo, i paesaggi, tutto sembra suggerire che si sta vivendo in un mondo perfetto, in un paradiso, e invece così non è. Si può dire che il titolo italiano sia molto azzaccato, per una volta.

Grande interpretazione di George Clooney che lascia a casa il suo aspetto più glamour e scanzonato per dare volto e corpo ad un uomo che traballa, riceve colpi bassi ma non perde mai l'equilibrio. Una prova molto matura, diversa dal solito. Se gli avessero dato l'Oscar non sarebbe stato un errore. Bravi anche i comprimari, a partire dalle due figlie, in particolare una sorprendente Shailene Woodley, la maggiore delle figlie, ma anche Robert Forster, Judy Green e Nick Krause. Sono tutti personaggi molto umani con cui è facile entrare in sintonia. Ottima la regia di Alexander Payne, i colori e la semplicità delle immagini, poi se il cast rende così tanto è soprattutto merito suo. Ottime anche le musiche.

Io non ho particolarmente amato 'Sideways', forse sono una delle poche, ma questo film mi ha convinto, non straconvinto ma convinto sì. Cinque nominations all'Oscar, ha vinto per la migliore sceneggiatura non originale, e vincitore di due Golden Globe come miglior film drammatico e migliore attore drammatico. Un film da vedere.


Frra