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lunedì 12 ottobre 2026

L'Estranea - la recensione


Durante un violento temporale, una donna dallo sguardo nostalgico, Anna (Jasmine Trinca), si presenta a casa della giovane figlia Alice (Romana Maggiora Vergano), portando con sé una misteriosa valigia ed una scomoda e scioccante verità che modificherà in modo indelebile il ricordo della loro famiglia.

In un martellante alternarsi tra flashback e ritorno al presente, conosciamo la storia dei coniugi Colonna, interpretati magistralmente da Jasmine Trinca e Adriano Giannini, dei loro due figli Alice (in diverse età, Gabriella Telegrafo, Mariandrea  Cesari, Romana Maggiora Vergano) e  Tobia (in diverse età, Alessandro Carbonara, Andrea Rossini, Andrea Genovese) e della donna che muove i fragili fili del loro destino, una melliflua e spaventosa Valeria Bruni Tedeschi.
Il cast è privo di anelli deboli, ma una menzione speciale spetta proprio a Valeria Bruni Tedeschi che, senza rinunciare alla classe, incarna perfettamente il male, la crudeltà, la perfidia che permea le fragilità dell'essere umano in favore della paura del giudizio degli altri e rompe gli argini dell'unicità dell'Io per mascherarla da ciò che la collettività vuole vedere: ricchezza, perfezione, felicità, a discapito del crudele prezzo di questo patto.
Sogni infranti, aspettative sul futuro e proiezioni di desideri passati si mescolano in una spirale di dolore, mostruosità e crudeltà che danno vita ad un dramma familiare che strizza l'occhio al Cinema d'autore dal gusto retrò, ma che il regista Paolo Strippoli macchia sapientemente delle trame più oscure dell'horror e del thriller.

Presentato al Festival di Venezia 2026 e selezionato come proposta italiana per concorrere agli Oscar 2027 nella categoria Miglior Film Internazionale, L'Estranea è la quarta opera del giovane e promettente Paolo Strippoli che dimostra ancora una volta le sue straordinarie capacità non solo come regista, ma piuttosto come cineasta, avendo curato non solo la regia, ma anche il soggetto e la sceneggiatura della pellicola assieme a Salvatore De Chirico.

Assolutamente perfetta la cura del dettaglio nell’affrontare la transizione d’età e i cambiamenti fisici di Alice e Tobia: nonostante il susseguirsi di attori diversi, il casting è talmente azzeccato da dare l’impressione di vedere semplicemente le diverse fasi della loro crescita.
La colonna sonora vanta, oltre alle angoscianti tracce originali composte da ROB, brani resi iconici dalla magistrale fotografia di Cristiano De Nicola.

L'Estranea racconta non solo l'orrore che si nasconde dietro le mura domestiche di una famiglia apparentemente perfetta, ma quello che nasce quando, pur di salvare le apparenze, si sacrifica la verità. Quando poi, finalmente, i segreti vengono alla luce, non sempre la verità libera, a volte distrugge ciò che resta dei ricordi, trasformando l'amore in una cicatrice impossibile da sanare. Un film che scava nelle zone più buie dell'animo umano e ci lascia con una domanda semplice ma al contempo disturbante: quanto siamo disposti a sacrificare di noi stessi pur di incarnare ciò che gli altri si aspettano da noi?

Francesca Matteucci