Il salto con gli sci, pur essendo uno sport molto bello, non è fra i più seguiti, e non è nemmeno molto cinematografico, ma la storia di Eddie Edwards è stata talmente straordinaria che meritava di essere raccontata, è una di quelle storie assurde e apparentemente impossibili che solo lo sport sa regalare. Il regista, e attore, Dexter Fletcher per questo film ha optato per una resa molto classica, un biopic convenzionale, in cui ha scelto la strada del divertimento, della leggerezza. Scelta che forse lo rende meno "epico" e più romanzato, ma che alla fine coinvolge molto lo spettatore, che si ritrova a tifare per il protagonista. La vera forza del film sta proprio nel personaggio di Eddie, impossibile non volergli bene, un ragazzo positivo, coraggioso, che non si perde mai d'animo, che prende tante botte - fisiche e morali - ma non si abbatte mai, ogni livido, ogni risata di scherno, ogni presa in giro, è solo una spinta a saltare da più in alto.
Ottime le prove dei due protagonisti. Hugh Jackman è un perfetto ex atleta disilluso che riesce a ritrovare entusiasmo, mentre Taron Egerton riesce ad essere il volto dell'ottimismo e del coraggio, e risulta credibile nonostante il look e l'impostazione fisica che deve tenere per tutto il film. Da segnalare un'ottima colonna sonora, molto anni '80.
Un film che non brilla per originalità ma che racconta una storia bella, positiva, e d'incoraggiamento. Non è un film che vuole ispirare la gente, ma ci vuole solo far conoscere la storia di una persona che non si è mai arresa, che ha raggiunto il suo obbiettivo, e anche se alla fine è arrivato piuttosto lontano dalla vittoria, ha incarnato bene lo spirito delle Olimpiadi, dove l'importante non è vincere ma farne parte, non è importante il trionfo ma la lotta. Uno spirito che spesso manca nello sport a cui siamo abituati oggi.
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