giovedì 18 maggio 2017

Get Out - la recensione

Si può fare una versione horror di Indovina chi viene a cena?

A questa domanda risponde l'attore comico Jordan Peele, al suo debutto dietro la macchina da presa e anche in veste di sceneggiatore, per Scappa - Get Out, film che arriva in Italia dopo aver riscosso un enorme successo di pubblico e critica negli Stati Uniti.

Il protagonista è Chris, un ragazzo nero che è fidanzato con Rose, una ragazza bianca benestante. Quando arriva il momento di conoscere i genitori di Rose, Chris si rende conto presto che dietro alla facciata perbenista e liberal della famiglia, c'è qualcosa di profondamente sbagliato e inquietante, legato al suo essere nero.

Get Out è un horror atipico: non fa particolarmente paura, ma ha il grande pregio di instillare nello spettatore un'inquietudine strisciante e angosciosa fin dalla prima immagine, in cui un ragazzo nero cammina ansiosamente per le stradine di un tipico quartiere residenziale americano, fino a diventare quasi schiacciante per tutta la parte centrale, in cui Chris si aggira in un mondo di radical chic assurdamente perfetti e quei pochi neri con cui viene in contatto appaiono più simili a zombie che a persone.

Dove il film funziona di più è soprattutto il ribaltamento dei ruoli canonici della realtà, con una critica sociale efficace e pungente: dove siamo abituati a vedere il ragazzo nero come pericoloso e i bianchi vittime, soprattutto negli Stati Uniti dove la questione razziale è un problema più che mai attuale, qui è il ragazzo nero a dover fuggire, lui a essere la vittima di una società di bianchi mostruosi.
Get Out riesce a raccontare l'America, come è e come sta diventando, attraverso gli occhi sbarrati del suo protagonista, attraverso una serie di cliché tipici degli horror applicati a una situazione che è particolarmente inquietante proprio perché estremamente pulita, perfetta, quella di una famiglia benestante e liberale.
La paura quindi è generata non dal sangue, o da situazioni particolarmente spaventose, ma dal disagio che si prova riconoscendo la nostra realtà.
Racconta cosa succede quando si svilisce il diverso,quando una cultura è semplice oggetto morboso di curiosità superficiale, quando l'altro non è più persona ma oggetto. 
Ed è anche più spaventoso di quanto ci si possa aspettare.


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