giovedì 19 maggio 2016

Cannes 2016 - giorno 9

Presentato in Concorso uno dei film più attesi del festival, Fuori Concorso invece arriva una ventata di rock con Iggy Pop. Poi ancora Italia nella sezione Un Certain Regard.

Il giovane regista canadese Xavier Dolan torna in Concorso a Cannes con il film Just La Fin Du Monde, con cast stellare: Marion Cotillard, Lea Seydoux, Gaspard Ulliel, Nathalie Baye, e Vincent Cassel.

Il film, ispirato dall'opera teatrale di Jean-Luc Lagarce, racconta di uno scrittore malato terminale (Ulliel) che torna a casa dopo diversi anni per annunciare alla famiglia la sua imminente morte.

Al contrario di quanto successo con Mommy, con cui il regista ha vinto il premio della critica, questo nuovo film non è stato accolto da una ovazione di consensi ma ha diviso molto la critica. La reazione della stampa però non preoccupa assolutamente Xavier Dolan: "Ci sono opinioni diverse. Penso sia un film che si basa molto sul linguaggio, quindi ci può essere qualche problema di comunicazione. Si basa molto sugli sguardi, sui silenzi, e magari ci vuole un po' di tempo prima che la gente si abitui ad ascoltarlo e capirlo, oltre che a guardarlo. Comunque, non è un problema, tutti i film dividono la critica".

"La cosa bella del testo è il nervosismo dei personaggi, si esprimono in modo superficiale", ha dichiarato Dolan, "Il ruolo di Gaspard ad esempio è complesso, gli altri personaggi parlano tanto, lui invece fugge costantemente in un altro universo, in casa sua nessuno ascolta davvero nessuno. Sono personaggi umani ma sgradevoli, come la gente reale. Agli attori ho chiesto di esprimere tutte le imperfezioni degli esseri umani, di accettarle e di lavorarci". Un testo che ha conquistato subito Marion Cotillard. "E’ una storia sublime sulla brutalità che possono nascere nei rapporti in famiglia e la difficoltà di esprimersi anche con persone più care. Non vedevo l’ora di andare alla ricerca di questo personaggio", ha detto l'attrice, entusiasta anche della collaborazione con il giovane regista, "Xavier lavora talmente vicino a noi che è come una tecnica di respirazione. E’ come se fossimo un solo corpo". "Xavier ti prende tra le braccia e ti accompagna", ha continuato Lea Seydoux, "ha un modo di lavorare molto preciso ed essendo lui stesso un attore la comunicazione è sempre molto fluida. Sono molto fiera di aver partecipato al film". Complimenti anche da parte di Vincent Cassel: "Inizialmente la scrittura era molto precisa, ma al momento di lavorare ci ha lasciati estremamente liberi, è stato un lavoro molto stimolante". Gaspard Ulliel ha inoltre raccontato l'approccio del regista sugli attori, che prende e sposta fisicamente gli attori sul set: "Interviene tantissimo, ed è spiazzante all'inizio. Vuole sapere anche perché respiri, misura le emozioni e i sentimenti. E' un chirurgo, mi sentivo visto attraverso un microscopio!". Complimenti che hanno fatto ridere Dolan, consapevole delle sue "manie" sul set ma anche felice per le parole dei suoi attori.

Xavier Dolan infine ha spiegato perché considera questo la sua opera migliore: "Secondo il mio modesto parere è la mia opera migliore, ma credo sia normale, visto che più vado avanti e più cerco di migliorarmi e mettere amore e passione in quello che faccio. Io cerco di raccontare una storia, preferisco questo film agli altri solo perché in questo non vedo difetti. Cerco di non ripetere errori passati, al massimo di farne altri".

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Arriva nella sezione Un Certain Regard il film noir Pericle Il Nero, di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio protagonista e produttore della pellicola.

Scamarcio nel film è Pericle, detto il Nero, uno che di lavoro "fa il culo alla gente" per conto di un boss della camorra emigrato in Belgio. Durante una spedizione però Pericle commette un errore che lo condannerà a morte. Per sopravvivere dovrà scappare, ma fuggire dal suo ingombrante passato è quasi impossibile.

"Il nostro non è un film per tutti; una cosa che però talvolta è un valore. Ci sono tanti generi nel cinema ed è giusto così, ma lavori sperimentali come il nostro che si prendono dei rischi fanno veramente una grande fatica. Il pubblico ama film rassicuranti e consolatori e a noi non piacciono i film così. Io li faccio come attore ma poi credo anche che ogni tanto vada fatto qualcosa di controverso e scomodo", ha dichiarato Scamarcio riguardo l'incasso infelice del film all'uscita nelle sale italiane (nei cinema dal 12 maggio).

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Secondo lavoro per Jim Jarmusch in questo festival, si tratta di Gimme Danger, un documentario sugli Stooges. Ad accompagnare il regista c'era, ovviamente, Iggy Pop, che ha dato al festival una svolta molto rock.

"Il film è una specie di collage, spot tv, materiale industriale e vecchie notizie", ha dichiarato Jarmusch, "ma le memorie di Iggy sono il vero collante che regge tutto. Volevamo fare qualcosa che fosse vicino alla musica degli Stooges".
La parola è poi passata a Iggy Pop: "Io butto via tutto, ma fortunatamente conoscevo un po' di gente, fan, videoamatori, e spacciatori, che aveva ancora qualcosa da parte. E in effetti ci sono diverse scene in cui mi si vede alle prese con sostanze di dubbia provenienza. Oggi il mio solo vizio è il vino. Tutti dovrebbero lasciar perdere quella robaccia. [...] Ho visto ieri il documentario e sono rimasto colpito, soprattutto dagli spot tv. Diavolo, sono un prodotto di quei tempi. Nell'era digitale è davvero facile fare soldi. Quando ho iniziato con la band dividevamo i guadagni. Non sapevamo cosa significasse ‘pubblicare’. Oggi premi un tasto e diventi ricco!".

Il film è stato presentato Fuori Concorso nelle proiezioni di mezzanotte.

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