venerdì 15 maggio 2015

Festival di Cannes 2015 - giorno 3

A Cannes è il giorno di due film molto attesi, The Lobster (in Concorso), con un cast di star, e soprattutto Irrational Man, nuovo film di Woody Allen.

Il grande regista newyorkese è arrivato al festival in grande forma e con un film che ha convinto.
Presenti del cast Emma Stone e Parker Posey, assente il protagonista Joaquin Phoenix.

Irrational Man, presentato Fuori Concorso, racconta di un professore di filosofia, Abe Lucas (Phoenix), colto, carismatico ma con un mal di vivere interiore che lo ha avvicinato troppo alla bottiglia. Il suoi modi e le sue lezioni sulla strategia etica attirano l'attenzione di una brillante studentessa (Stone) e di una sua collega (Posey). Abe non sa come comportarsi fino a che non ascolta per caso una conversazione fra due estranei che lo convince ad agire in un modo che va contro la morale (un omicidio) ma che secondo lui potrebbe dare un senso alla sua vita, e che lo trasformerà in un "irrational man".

Una conferenza stampa molto divertente quella di Woody Allen, dove a farla da padrona è stato il suo naturale pessimismo tragicomico. "Fare film è una splendida distrazione per non pensare alla morte", ha dichiarato Allen, "non ci sono risposte positive agli accadimenti inevitabili dell’esistenza. Non esiste niente di quello che siamo e creiamo che non finisca prima o poi in una posizione comune a tutti, e molto sgradevole. La vita è davvero senza senso. L’unica è trovare una distrazione, magari il baseball, o appunto un film. Faccio film perché sono una splendida distrazione rispetto al continuo pensare alla morte che altrimenti mi assalirebbe se stessi tutto il tempo sul divano. Penserei di essere vecchio, di quanto mi aspetta in un giorno molto, molto lontano".
Parlando del film, in cui il personaggio di Joaquin Phoenix decide di compiere un omicidio, Allen ha allargato il discorso alle scelte che si fanno nella propria vita. "Il film contiene molti temi: morale e moralità, gli essere umani, le loro debolezze, l'incontro fra un uomo e una donna, quanto sia importante trovare un senso alla propria esistenza", ha continuato il regista, "Si fanno scelte giuste, ma ce ne sono altre molto irrazionali nella vita di tutti noi, non così lontane come potremmo pensare dall'omicidio. Qualche volta quello in cui crediamo è totalmente irrazionale, come nel caso del personaggio di Joaquin Phoenix, ma di sicuro non è più irrazionale di quello che le chiese delle varie religioni sostengono. Non è irrazionale pensare che se vivi bene la tua vita vai in paradiso e tutto sarà meraviglioso? Alla fine hanno fatto molto più danni le religioni che hanno causato la sofferenza di molte persone piuttosto che il personaggio di Joaquin che si è concentrato su uno solo".
Allen ha poi parlato del cast e del suo modo di scegliere gli attori. "Scelgo grandi attori e grandi attrici, che tali sono prima e dopo i miei film. Basta non voler giocare a fare il regista e lasciare che diano il loro contributo di talento. Devi solo cercare di non rovinare tutto". Sulla scelta di Emma Stone e Parker Posey ha poi aggiunto: "Stavo sul tapis roulant quando per distrarmi ho visto un film, ed ecco che è apparsa Emma. Era bella e divertente. L’ho scelta per questo film sapendo che sarebbe stata convincente, ma non pensavo così tanto. È davvero sorprendente. [...] E' da molto tempo che volevo lavorare con lei [Posey]. Ho visto dei film indipendenti in cui è così brava, ma soprattutto adoravo il suo nome. Parker Posey... sentite come suona bene".
Emma Stone, che ha lavorato con il regista anche in Magic in the Moonlight, invece ha raccontato brevemente l'approccio molto semplice di Allen sul set: "Lasciava provare le scene e se non venivano recitate come voleva te lo diceva chiaramente, lasciandosi la possibilità di rigirare, anche in un’altra giornata. Con lui trovi il tono giusto presto, senza pensare troppo".

Infine Woody Allen ha parlato della sua lunga carriera, dell'impegno con Amazon per una serie e di Cannes. Sulla sua carriera: "Impari qualcosa dopo due o tre film. Questioni tecniche, ma il successo o il fallimento dipendono da talento e istinto. Io i miei film li rigirerei tutti, per questo non li rivedo. Se avessi soldi e tempo li vorrei perfezionare uno per uno. Ho sempre voluto diventare un regista serio, di film drammatici, come Bergman. Ma avendo talento per la commedia ho dovuto accettare il fatto che nessuno mi avrebbe dato i soldi per girare altro. Da giovane ero noioso e serissimo. Avrei fatto un mattone dopo l’altro se solo avessi potuto, con solo qualche commedia ogni tanto". Sulla serie di Amazon: "Pensavo che sarebbe stata una cosa facile, se riesco a fare un film di due ore, che sarà fare sei episodi di mezzora? E invece sono in un imbarazzo cosmico, non sono in grado e non so da che parte cominciare. Le serie televisive non le ho mai fatte e non le vedo. Non avrei mai dovuto impegnarmi in una cosa del genere". Sul Festival di Cannes: "Amo stare qui, mi piacciono tutti questi paesini del sul della Francia. Mi piace la gente e amo il festival. So che è soprattutto competizione, ma per me è come una convention di avvocati o medici o qualunque altra professione. Da quando sono qui non faccio che incontrare registi, attori e tutti parlano solo di film… la gente è così emozionata. L’atmosfera è molto eccitante. Un ottimo posto per mostrare il tuo film".

-

Presentato in Concorso il film del regista greco Yorgos Lanthimos, The Lobster.

Il film racconta di una società dove è vietato essere single, dove chi rimane solo viene arrestato e portato in una struttura simile a un hotel di lusso dove ha 45 giorni di tempo per trovare un partner, altrimenti verrà trasformato in un animale a sua scelta e abbandonato nel bosco. La maggior parte scelgono il cane, David (Farrell) invece sceglie l'aragosta, perché vive più degli altri e passa la sua vita a riprodursi. David però scappa nel bosco, dove vivono i "solitari" e lì, andando contro le regole, s'innamora.

Un cast di star per un film che si inserisce a metà strada tra la fantascienza e la commedia dell'assurdo: Colin Farrell, Rachel Weisz, John C. Reilly, Lea SeydouxBen Whishaw.
"The Lobster è una storia sull'amore, senza essere una convenzionale storia d'amore. Osserva i modi e le ragioni per cui certe persone finiscono assieme come coppia, mentre altre no, parla dei terrificanti effetti della solitudine, della paura di morire da soli, della paura di vivere da soli e, soprattutto, della paura di vivere con qualcuno", ha spiegato il regista durante la conferenza stampa, "Forzarsi nel farsi piacere qualcuno è un tipo di sofferenza, cercare qualcuno che ci piace davvero è un altro tipo di sofferenza. The Lobster cerca di scovare dei sinonimi dell'amore in parole come paura, norme, scadenze, abbinamento, sincronismo, innocenza, prosperità e bugie [...] Non volevo dare risposte ma casomai porre domande".

0 commenti:

Posta un commento