domenica 18 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno 4

Una quinta giornata davvero molto piena al Festival di Cannes 2014, tra film in Concorso (tra cui l'unico italiano), Fuori Concorso, la sezione Un Certain Regard e eventi speciali.

Prima di tutto, al festival è sbarcato il cast de 'I Mercenari 3'. Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger, Jason Statham, Antonio Banderas, Mel Gibson, Harrison Ford, Wesley Snipes, Dolph Lundgren hanno fatto un'entrata di scena decisamente "rumorosa" e impossibile da non notare: a bordo di due carri armati!

Bagno di folla, un photocall molto allegro, e poi battute e risate anche durante la conferenza stampa.
"Nel primo non sapevamo che direzione avrebbe preso la saga", ha dichiarato Stallone, "Nel secondo ci siamo allontanati dalla commedia. Nel terzo invece abbiamo alternato i registri, quelli della commedia e del dramma, è questo che il pubblico vuole, e siamo sicuri che funzionerà perché è un po' come i matrimoni, al terzo va bene!". C'è differenza fra l'action di oggi e quello degli anni '90? "In futuro forse si tornerà a un cinema action più semplice. I registi danno al pubblico quello che vuole", ha detto Sly, "Le dinamiche sono cambiate e adesso va bene per questa generazione, mentre noi apparteniamo a un'altra". "Devi avere una grande storia per le mani, l’assunto è sempre lo stesso", ha continuato Arnold Schwarzenegger, "Noi ce l’abbiamo una grande storia. Sono molto contento e ne faremo altri tre! E spero vivamente di esserci. I film action sono un grande intrattenimento, un linguaggio universale". A Stallone è stato poi chiesto l'identikit del perfetto eroe dell'action, e Sly ha scherzato con un giornalista: "Deve essere incredibilmente intelligente, sexy, avere un altissimo quoziente intellettivo, tanti capelli e bei denti! Non lo so, è indefinibile - Quando sarai troppo vecchio per questi ruoli? - Ehm per cortesia lo scortiamo fuori?! Scherzi a parte, quando mi sveglierò una mattina e mi cadrà qualche pezzo, be solo allora sarà il momento di mollare".
Il villain del film è Mel Gibson, arrivato a Cannes con una folta barba. "Sono loro i cattivi non io! Io sono bravo, dovete vederla così!", ha scherzato Gibson, "È stato emozionante girare tutto in due tre settimane, e per la prima volta rivedo tutti!". Anche Harrison Ford si è divertito sul set: "E’ stato bello, sono stato poco sul set perché il lavoro era concentrato e veloce,  ma ci siamo divertiti con questi ragazzi, e ragazza!". E Stallone lo ha subito incalzato: "Lincoln era alla casa bianca quando ci siamo conosciuti io e te vero Harrison?". Sulla stessa linea d'onda Antonio Banderas, anche lui ha trovato divertente l'esperienza sul set: "Ventitrè anni fa, mi hanno detto che se volevo lavorare ad Hollywood avrei dovuto fare sempre la parte del cattivo perché sono ispanico! Oggi sono cambiate le cose, anche grazie a film come questi!".
Nel finale ancora spazio a un duetto fra Stallone e Schwarzenegger, venti anni fa in competizione e ora colleghi. "Lui per me è una grande ispirazione", ha detto Schwarzy, "eravamo molto competitivi. Eravamo al top delle carriere negli anni ’80 e sono stati tutti d’ispirazione per me. Io e Sly ci siamo sempre rispettati. Poi adoro la sua arte, è timido non vuole dirlo, ma è un gran pittore!". La risposta di Stallone: "Arnold ha l’aereo più grande e anche i bicipiti! la cosa migliore è che non si abbatte mai. E’ una persona che non si arrende. Siamo molto simili e ci siamo alleati nel momento giusto. La competizione ci ha spinto a migliorarci ma quando arrivi a una certa età... posso solo dire che ringrazio Dio per Arnold! Se potessi rubargli un ruolo? Terminator! Ma chi farebbe un cyborg che mi assomiglia?! Lui è perfetto! Lui è futuristico e io di strada".

Il Concorso del festival oggi presentava due film molti diversi e molto attesi: 'Le Meraviglie' di Alice Rohrwacher e 'The Homesman' di Tommy Lee Jones.

Alice Rohrwacher è la portabandiera italiana, il suo film, 'Le Meraviglie' è l'unico film italiano in Concorso quest'anno. Nel cast troviamo Alba Rohrwacher e Monica Bellucci. Film accolto tiepidamente dalla sala stampa.

Protagonista del film la giovane Gelsomina (l'esordiente Maria Alexandra Lungu), che vive in campagna con la sua famiglia allargata che si occupa di agricoltura e soprattutto apicoltura. Gelsomina, come tutte le adolescenti, vive in quel periodo in cui ci si vuole affacciare al mondo ma si rimane con un piede nell'infanzia. Poi un giorno Gelsomina rimane affascinata dall'incontro con una bellissima conduttrice tv (Bellucci) in cerca di storie fra gli abitanti del paese.

Una storia che si avvicina molto a quella vera di Alice Rohrwacher. "Racconto la mia regione, quella zona tra il Lazio, l’Umbria e la Toscana, il mondo delle api, una famiglia doppio sangue, tutte cose che mi appartengono, ma non è un’autobiografia anche se certamente è un film molto personale", ha detto la regista, "È una fiaba fatta di materia in cui si mostra che il lavoro e la vita sono collegati, che non c'è separazione nel vivere con gli animali". Nel cast anche la sorella di Alice, l'attrice Alba Rohrwacher: "È stato tutto sorprendentemente naturale tra noi. Lavorare con mia sorella è stato come per voi poter scrivere l’articolo da casa, magari in pigiama. A casa propria si possono fare anche delle scoperte, per questo dico sorprendente".
La maggior parte delle domande della stampa estera sono state per Monica Bellucci, i giornalisti sono rimasti forse un po' sorpresi dalla scelta della Bellucci di recitare in un film così "piccolo". "Il mio lavoro è soprattutto un’esperienza umana, è la donna che fa l'attrice e non viceversa", ha risposto saggiamente la Bellucci, "Ma poi non è mai una questione di minuti, ma di riuscire a trasmettere qualcosa, si vede che avevo bisogno di fare questo film perché non si fa mai un film per caso. Alice con la sua franchezza e sincerità, con la pulizia che la contraddistingue, mi ha proposto un ruolo che è una ciliegina sulla torta. Purtroppo non ho avuto l’occasione di lavorare direttamente con Alba, che adoro". E Alba Rohrwacher ha subito ricambiato: "Mi sarebbe piaciuto, essere nella grotta con Monica, vedere l’effetto dell’incontro tra i nostri due personaggi, la fata e la madre che cerca di mettere ordine nel caos della sua famiglia".
"Il film parla di sconfitta ma soprattutto di perdono", conclude Alice Rohrwacher, "Ho fatto ben attenzione a evitare che ci fossero buoni o cattivi. Nel passato forse ci sono delle colpe, ma nel presente siamo tutti sulla stessa barca. E ci sono due possibilità, proteggersi o esporsi. Del resto il potere delle immagini è proprio questo, mostrare la contraddizione senza annullarla".

Si cambia decisamente tema con l'altro film presentato in Concorso, 'The Homesman' di Tommy Lee Jones. Protagonista del film, insieme al regista-attore, la due volte premio Oscar Hilary Swank. Nel cast anche Miranda Otto, Sonia Richter e Meryl Streep (assente al festival). Il film è stato accolto piuttosto bene, ricevendo anche diversi applausi.

Ambientata nel 1854, la storia racconta di una donna (Swank) che vive da sola, senza un marito, fra campi da arare e animali, non ha molti soldi ma se li fa bastare. Un giorno prende un'importante impegno, portare tre donne uscite di senno ad est da un pastore presbiteriano. Sulla sua strada la donna incrocia un disertore dell'esercito (Tommy Lee Jones). La donna lo salva dall'impiccagione ma in cambio gli chiede aiuto per la sua missione. Inizia così un lungo e pericoloso viaggio attraverso il freddo inverno, un viaggio che sa di redenzione.

Un film western, anche se Tommy Lee Jones non ha voglia di definirlo così. "Non capisco quella parola, “western”, non capisco cosa voglia dire “genere”. Abbiamo cercato di fare il film migliore che potevamo", ha detto l'attore-regista durante la conferenza stampa, "Cerchi una porta, una finestra e una strada che conduca all'originalità, la prendi, ti lanci dalla finestra e vai sempre dritto. Non pensavamo a generi o altro, ma solo a fare un film sulla storia americana". Tommy Lee Jones è alla sua terza prova d'attore, con 'Le Tre Sepolture' vinse due premi al Festival di Cannes 2005 (migliore attore e per la sceneggiatura). "Se scrivi e dirigi tutto diviene più facile. Ho fatto tutto quel che volevo e in questo caso, come attore, mi veniva particolarmente facile attenermi al volere del regista", ha scherzato l'attore che si è documentato molto prima di scrivere e girare il film: "E’ una storia di pionieri che in qualche modo ci spiega com'erano gli Stati Uniti prima di diventare gli Stati Uniti. Ho guardato molte fotografie del tempo e letto molti libri, uno in particolare spiegava come venivano trattate le patologie mentali nel 19mo secolo. Diceva che per curare una donna dalla schizofrenia bisognava immergerla in acqua ghiacciata per otto ore. Ho studiato i dettagli, come costruire le case in un posto in cui non c’erano alberi". Sull'immagine dei "nativi americani cattivi", Jones non teme polemiche: "Non ho paura che il mio ritratto dei nativi americani possa essere ritenuto una visione stereotipata. In quel periodo non era certo strano che incontrandoli potessero uccidere. Sono invece orgoglioso della scelta dei costumi".
"Fronteggiare il clima è stato particolarmente complicato", ha raccontato la protagonista Hilary Swank, molto brava nel film, "Ma in qualche modo serviva a calarsi nel personaggio. Pensiamo che a quei tempi si arrivava a fine giornata infreddoliti e con la sabbia in bocca e tra i capelli. Succedeva anche a noi, però dopo almeno ci aspettava un bagno caldo!". Tommy Lee Jones non ha avuto dubbi sulla scelta della protagonista. "L'ho scelta immediatamente. Ho impiegato non più di tre secondi per capire che Hilary era perfetta", ha raccontato l'attore, "Fisicamente, emotivamente e anche etnicamente, visto che è del Nebraska. Non aveva paura dei cavalli. Ci siamo incontrati in un ristorante italiano di Beverly Hills e via". "Il mio personaggio è una donna vera, forte, ma anche sola e molto sensibile", ha spiegato la Swank, "Assorbe tutti i disagi delle donne malate che porta con sé. Quanto può durare una persona? Quanto può resistere? Erano tempi veramente difficili da attraversare e lei riflette tutto questo. Sono diventata un’attrice perché amo le persone, amo quello che ci rende simili e quello che ci rende diversi. Cerco la realtà. Ci sono donne molte intense e forti fra i ruoli che ho fatto e questo personaggio era una di queste".
'The Homesman' è un film che Tommy Lee Jones definisce "molto femminile". "Non era facile per una donna sola", chiude Jones, "e il senso del film è proprio questo: focalizzare sulla condizione femminile.  Le donne non dovrebbero mai sentirsi come oggetti. Ho cercato un modo originale di raccontarlo e ho preso il mio cammino".

Nella sezione Un Certain Regard è stato presentato 'The Disappearance of Eleanor Rigby', con Jessica Chastain e James McAvoy protagonisti.

Il cast del film ha sfilato in passerella già ieri sera mentre oggi si sono dedicati al photocall. Un film molto atteso che ha già raccolto molti consensi, non solo a Cannes ma anche al Toronto Film Festival 2013.

Film che uscirà in tre versioni: "Him", dal punto di vista dell'uomo; "Her", dal punto di vista della donna; e una versione mista che unisce entrambi i punti di vista dei personaggi principali. La storia è quella di una coppia di New York seguita dall'inizio, da quando i due sognano una vita insieme, fino a che il lavoro e le sfide minano la loro storia d'amore e la speranza di poter restare insieme per sempre.

Altro film molto interessante è 'The Rover', presentato Fuori Concorso. Protagonisti Guy Pearce e Robert Pattinson, dietro la macchina da presa c'è David Michôd, apprezzato regista di 'Animal Kingdom'.

Anche questo film richiama un po' il genere western. Protagonista è Eric (G.Pearce), un uomo che ha deciso di isolarsi dalla società e vivere da solo lontano da tutto nel deserto australiano. Una giorno viene attaccato da una banda che gli ruba l'auto, l'unico suo avere. Eric, deciso a vendicarsi, si trova costretto ad allearsi con Rey (Pattinson), un membro della gang di ladri che è rimasto ferito nello scontro e quindi è stato abbandonato dagli altri. Eric andrà alla ricerca della banda per riprendersi l'unica cosa che gli era rimasta, la sua auto.

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