mercoledì 14 maggio 2014

Festival di Cannes 2014 - giorno "0"

E' iniziato oggi il 67° Festival di Cannes, ad aprire è stato il controverso film su Grace Kelly, 'Grace of Monaco' di Olivier Dahan.

Controverso a causa delle polemiche che l'hanno accompagnato negli ultimi tempi, soprattutto le critiche da parte della famiglia Grimaldi, la famiglia reale di Monaco, che ha accusato il regista di aver fatto un film che "non riflette la realtà e tradisce la storia", tutto fatto per fini commerciali.

Durante la conferenza stampa il regista, Olivier Dahan, ha risposto, anche in maniera decisa. "Quando ho letto che tutto ciò che c'è nel mio film è fatto solo per fini commerciali, mi sono sentito insultato", ha detto il regista, "Non ho mai preteso di realizzare un biopic. Non ci sono scoop nel mio film, dunque perché farne un dramma. Io sono un artista non uno storico e mi sono interessato alla figura di Grace perché in qualche modo ha inventato la principessa moderna". Riguardo le libertà narrative all'interno del film, Dahan ha aggiunto: "Si trattava di raccontare una storia universale che riguarda tutte le donne. Ci siamo presi delle libertà, certo. Questo significa fare cinema. Per renderlo coinvolgente avevo bisogno che i personaggi interagissero tra loro". Più tenue e diplomatica Nicole Kidman, protagonista del film nei panni difficili di Grace Kelly, che ha commentato anche l'assenza dei Grimaldi a Cannes. "Mi dispiace perché credo che il film non sia un attacco alla famiglia Grimaldi, a Ranieri e Grace", ha detto la Kidman durante la conferenza, "È fiction non un biopic, l’essenza della verità c’è ma abbiamo preso delle licenze cinematografiche di narrazione. Capisco parzialmente i Grimaldi, in fondo si tratta della loro mamma e del loro papà, capisco la reazione anche a protezione della privacy, però se vedranno il film capiranno loro stessi che è fatto con rispetto e amore nei loro confronti".

Archiviato l'argomento polemiche, gli attori hanno parlato del loro lavoro sui personaggi. "Sono stato molto sorpreso e intrigato", ha ammesso Tim Roth, che nel film interpreta il Principe Ranieri di Monaco, marito di Grace Kelly, "mi sono documentato ed è stata una sfida rappresentare al meglio il principe Ranieri. Il materiale video mi ha aiutato, soprattutto in alcuni aspetti della sua personalità. Abbiamo messo in evidenza la sua forza e la sua vulnerabilità". Anche Paz Vega, Maria Callas nel film, ha voluto cogliere al volo l'occasione: "Ho letto la sceneggiatura e inseguito questo personaggio: è una grande opportunità quella di poter interpretare Maria Callas". La prova più attesa era sicuramente quella di Nicole Kidman, chiamata a calarsi nei panni di una icona come Grace Kelly, stella di Hollywood, grande attrice e poi Principessa di Monaco. "Ho pensato che fosse una sfida incredibile, avevo la pelle d’oca solo al pensiero dell’opportunità che Oliver mi stava offrendo", ha raccontato la Kidman, "Avevo molti materiali video da vedere su Grace Kelly. Per ogni personaggio ci si prepara diversamente. In questo caso ho impiegato 5 mesi per prepararmi. Vivere la sua vita per 6 mesi è stata un’esperienza meravigliosa. Ho letto molto, lavorato di ricerca per trovare la giusta chiave da dare al personaggio. Credo che Grace, semplicemente, abbia scelto l’amore. Era una grande star di Hollywood ma voleva anche sposarsi e formare una famiglia. Molte donne che hanno anche questa necessità finiscono per sentirne il peso sulla propria carriera. Arrivi in un momento della vita di attrice e pensi: “Posso ancora recitare? So ancora farlo?”. Posso pensare a quello che ha provato perché l’ho pensato anche io: in questo c’è similarità nelle nostre vite, certo non ho sposato un principe".

Il film sarà nelle sale dal 15 maggio (domani). Il film alla proiezione stampa è stato accolto con freddezza, la maggior parte dei commenti concorda sul fatto che le buone interpretazioni degli attori, Kidman e Roth in particolare, non riescono a salvare un film che fatica nelle quasi due ore di durata.

Oggi si è tenuta anche la conferenza stampa della giuria del Concorso, "presidentessa" la regista, due volte vincitrice della Palma d'Oro (è l'unica al mondo), Jane Campion. La giuria è composta da Sofia Coppola, Nicolas Winding Refn, Jia Zhang Ke, Leila Hatami, Carole Bouquet, Jeon Doyeon, Willem Dafoe e Gael Garcia Bernal.

Jane Campion ha dichiarato semplicemente di cercare il nuovo nei film in Concorso: "Chi ama il cinema spera sempre di essere sorpreso, eccitato da ogni nuova opera". La giuria si ritroverà tre volte per discutere i film: "Ognuno è libero e responsabile. Veniamo tutti da paesi differenti, e questo garantisce il massimo dell'apertura mentale possibile", ha detto la regista "presidentessa" di giuria. "Non badiamo all'età dei filmaker" ha dichiarato Sofia Coppola, idea sostenuta anche dalla Campion: "L'età è un aspetto molto marginale, quello che importa è la passione, l'emozione e, lo ripeto, la visione".
Per Leila Hatami, attrice iraniana: "Ciò che conta è l'arte, indipendentemente dalla politica. Anche se in Iran c'è la tendenza a fare film che parlano della società, a politicizzare. Ma secondo me si può parlare dell'uomo e della sua storia nel presente anche attraverso altre cose". Willem Dafoe si è detto sicuro che i film saranno belli: "Mi aspetto tutti bei film, ognuno con la propria identità ma che in qualche modo rispondano ad un criterio di selezione organico". Per Gael Garcia Bernal, passato più di una volta in Concorso, il lavoro del giurato è una cosa seria: "Essere giurato è una cosa serie. Un gioco terribilmente serio... La differenza rispetto alle altre volte è che non potremo rilasciare interviste durante il Festival, ma solo vedere film, e questa è una liberazione".
Ansioso di vedere tanti film è il regista Nicolas Winding Refn, che ha ammesso di essere molto curioso riguardo il primo film da regista del suo amico Ryan Gosling, 'Lost River', che sarà presentato nella sezione Un Certain Regard: "Non l'ho ancora visto, ma sono sicuro che sarà un film straordinario".

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